CHIUDI
CHIUDI

22.02.2020

«Pfas nell’acqua, servono nuove analisi»

Franco Benedetti, portavoce del Mav, e il dottor Vincenzo Cordiano   FOTOSERVIZIO  PECORA
Franco Benedetti, portavoce del Mav, e il dottor Vincenzo Cordiano FOTOSERVIZIO PECORA

Acquedotto di Pescantina e inquinamento da Pfas: dall’assemblea pubblica organizzata dal Movimento ambiente e vita (Mav) che si è svolta giovedì sera al teatro comunale Guido Bianchi, è emerso un quadro ben diverso da quello che viene dipinto dalle istituzioni. Recentemente il sindaco Davide Quarella - parlando anche a nome di Acque Veronesi, la società pubblica che gestisce il servizio idrico integrato – aveva affermato che nei mese di dicembre 2019 e gennaio 2020 la presenza nella rete pubblica delle sostanze perfluoro-alchiliche è stata al di sotto dello zero tecnico. Ovvero, che non risultava rilevabile con le tecnologie esistenti. «Dall'inizio di quest'anno i referti non vengono però pubblicati», ha affermato il portavoce del Mav, Franco Benedetti. «Bisogna fare riferimento solo ai controlli della realtà che è deputata per legge a farli, ovvero l'Ulss, e, pur con tutto il rispetto, riteniamo che le analisi che può effettuare Acque Veronesi non facciano testo», ha aggiunto. «Il sindaco riferisce quello che gli dice la società che gestisce l’acquedotto, ma potrebbe anche essere che essa effettui i prelievi solo nei momenti in cui i pozzi di alimentazione in cui ci sono i Pfas sono chiusi». Secondo quanto denunciato giovedì sera dal Movimento davanti a circa 140 persone, ci sarebbero varie situazioni ancora da chiarire. Nel corso della serata sono stati proiettati documenti che dicono che in varie zone di Pescantina già nel 2016 sono state riscontrate presenze significative di sostanze perfluoro-alchiliche nell'acqua, anche se in misure inferiori ai limiti previsti in Veneto, e che tale situazione è stata accertata a partire dal 2013 in uno dei pozzi di controllo della discarica di Ca' Filissine. Discarica inattiva da anni, il cui percolato sarebbe la causa della contaminazione dell'acquedotto. Contaminazione la cui esistenza è divenuta di dominio pubblico nel dicembre scorso. «Nel pozzo di Balconi, il più vicino alla discarica, sono stati trovati Pfas in misure che sono simili a quelle riscontrate in alcuni Comuni della zona rossa, che è quella esposta all'inquinamento in atto nel territorio posto a cavallo fra le province di Verona, Vicenza e Padova; queste sostanze sono state scoperte, in misura minore, anche negli impianti di Cason e Pavoncelli e nella rete, anche nel capoluogo», ha precisato Vincenzo Cordiano, presidente veneto di Isde medici per l'ambiente. Il quale ha spiegato quali sono i problemi sanitari che può portare l'esposizione ai Pfas: dalle patologie legate al ciclo del colesterolo, a quelle della tiroide ai problemi ormonali nei giovanissimi e quelli che possono insorgere in gravidanza o al momento della nascita. Situazioni che, stando a uno studio del Mav, valutando le esenzioni sanitarie disposte fra il 2000 ed il 2015, si sarebbero in parte verificate in misure significative anche a Pescantina. «Acque Veronesi da tempo ha ridotto l'uso del pozzo più contaminato, e ora ha programmato interventi che faranno dipendere la rete di Pescantina da quelle di Verona e Bussolengo; noi crediamo che questo non basti, visto che da anni Arpav e Ulss scrivono che serve un piano di sicurezza dell'acquedotto, mai realizzato», ha detto Benedetti. «Su queste cose avremmo voluto confrontarci con Comune, Regione, Arpav e Ulss, ma nessuno ha risposto positivamente al nostro invito», ha aggiunto. Infine Benedetti ha spiegato che il Movimento chiede che venga realizzata un'indagine epidemiologica sullo stato di salute della popolazione, ipotesi di cui si parla da tempo, che la Regione preveda anche a Pescantina controlli sui cittadini per i Pfas, di essere parte di un tavolo tecnico sulla bonifica della discarica e sui controlli dei pozzi privati e di essere presente quando vengono fatti i prelievi dell'acqua per le analisi. «Di sicuro non ci bastano più le parole». •

Luca Fiorin
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Necrologie