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10.12.2019

Pfas nel pozzo: «Agire subito»

Un pozzo nell’area intorno alla discarica di Ca’ Filissine  FOTO PECORA
Un pozzo nell’area intorno alla discarica di Ca’ Filissine FOTO PECORA

Un intervento subito perché «non c’è più tempo da perdere». Il Movimento Ambiente e vita, presieduto da Gianluca Godi, sostenuto dal portavoce storico Franco Benedetti, torna a mettere in guardia le autorità in materia, dopo la decisione da parte di Acque Veronesi di chiudere in via precauzionale il pozzo di via Ex Internati a Pescantina, vicino alla discarica di Ca’ Filissine. «Serve agire subito per studiare in maniera approfondita e seria lo stato di salute del nostro territorio e correre ai ripari prima che sia troppo tardi». Anche se, ricorda il gruppo civico, «anche nel pozzo Cason e nel pozzo Pavoncelli, sempre a Pescantina, sono state rilevate tracce di Pfas». Parametri che rientrano tutti nei limiti imposti dalla Regione, ma che non lasciano tranquilli. Anzi. «Da tempo», sottolineano i vertici del movimento, «chiediamo interventi concreti. A partire da un’analisi epidemiologica, richiesta già quattro anni fa con la raccolta di oltre quattromila firme di cittadini, per analizzare lo stato di salute dell’area pescantinese attraverso due matrici ambientali: l’acqua e l’aria». In tal senso il Comune di Pescantina lo scorso mese, attraverso una mozione approvata all’unanimità, ha deciso di effettuare un’indagine epidemiologica e una ricerca statistica sulla diffusione di tumori o altre malattie causate da possibili inquinamenti. Tuttavia le tempistiche non sono state precisate: nel documento consiliare si parla di «porre in essere le azioni necessarie per realizzare nel minor tempo possibile una valutazione sui possibili effetti nocivi o pregiudizievoli per la salute dei cittadini connessi con la presenza dell’ex discarica di Ca’ Filissine». Sul punto il movimento, oltre a sottolineare di voler vedere «messi i soldi a bilancio per lo studio epidemiologico», ricorda che l’ex Ulss 22 nel 2016 aveva rilasciato i dati relativi alle esenzioni ticket, per malattie correlate a cause di tipo ambientale, richieste dai cittadini residenti a Pescantina, dal 2000 al 2015. In questo lasso di tempo, osservano i rappresentanti di Ambiente e vita, erano state 2.774 le persone (su circa 17mila residenti) che avevano chiesto l’esenzione dei ticket sanitari per varie forme di malattia. Di questi 997 riguardavano tumori (compresi quelli benigni o con eziologia incerta, come aveva specificato l’Ulss all’epoca), che era risultata la prima categoria in graduatoria (seguita a distanza da diabete, 775 richieste, e ipertiroidismo, 355). Dati che preoccupano il movimento ma che, è bene precisare, non possono essere automaticamente correlati con la discarica e i suoi effetti nel sottosuolo e nell’aria. Tuttavia, senza affrettare conclusioni prima di approfondimenti, il movimento insiste: «Dati come questi sono campanelli d’allarme preoccupanti. Il tempo delle attese è scaduto. Bisogna far partire quel tavolo tecnico che chiediamo da mesi per definire una volta per tutte le azioni da intraprendere ma che si continua a rimandare». Indispensabile intervenire anche con un piano sicurezza, secondo il gruppo, per un’operazione che prevede costi alti e tempi incerti, ma che era già stata suggerita nel 2012 dal dottor Giovanni Sandri, direttore Igiene alimenti dell’Ulss e ribadita in una lettera di risposta al movimento nel dicembre 2018. Un piano sicurezza caldeggiato dalla contaminazione della falda e anche dopo quanto era emerso dalla conferenza dei servizi del febbraio 2018 indetta dalla Provincia, da cui emerge che il problema Pfas era già conosciuto all’epoca e da cui si evince che la contaminazione riscontrata in alcuni piezometri «possa derivare dalla tracimazione delle vasche di liquido presenti sulla superficie della discarica». «Non si può continuare a inseguire il problema», chiudono i referenti del gruppo. «Bisogna cambiare registro e intervenire subito». Il movimento ha in programma un incontro pubblico a gennaio per discutere su discarica e contaminazione di Pfas in falda e nei pozzi. •

Emanuele Zanini
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