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22.03.2019

«Le case a rischio? Sono tante»

Giuliano Perina indica una crepa nelle scale
Giuliano Perina indica una crepa nelle scale

«Quello del condominio di Pescantina non è un caso isolato: nella nostra regione manca ancora una cultura geologica-geotecnica rivolta alla prevenzione dei danni e alla salvaguardia delle struttura, e si riscontra pure una carenza di controlli». Interviene anche Tatiana Bartolonei, presidente dell’Ordine dei Geologi del Veneto, sulla vicenda del palazzo di via Verona la cui scala, a meno di dieci anni dalla costruzione, perde pezzi, è segnata da numerose crepe, fa paura alle cinque famiglie che abitano nel condominio. La situazione era stata descritta nei giorni scorsi, sulle pagine dell’Arena, dal proprietario di uno degli appartamenti, Giuliano Perina che, facendosi portavoce degli altri condomini, aveva raccontato la via crucis per recuperare dei documenti da consegnare all’assicurazione: la situazione sembrava risolvibile dal momento che l’edificio era ancora in garanzia. Ma dopo mesi di mail, telefonate, uffici, denunce, la constatazione: quei documenti necessari per la costruzione dell’edificio non ci sono da nessuna parte o, forse, non sono mai stati prodotti. «Tutto è iniziato chiedendo una Relazione di Calcolo, necessaria per la costruzione di manufatti in cemento armato», ricordava Perina. «Dopo aver insistito, ci è stato fornito uno scritto, in pdf, nel 2018, otto anni e mezzo dopo la costruzione del condominio; un documento che è senza timbro di protocollo del Comune e nel quale erano presenti anche dati sbagliati come la posizione Gps, che riportava in località Bardoline, a tre chilometri e mezzo da dove si trova in realtà la nostra abitazione». Ancora più complicata la ricerca della relazione Geologica e di quella Geotecnica del condominio, due documenti essenziali per l’esecuzione di un progetto di qualunque struttura: la prima contiene un’analisi riferita ad un’area abbastanza vasta intorno al luogo in cui dovrà essere realizzata l’opera ed è fondamentale per l’ingegnere che deve eseguire i calcoli geotecnici e strutturali. La relazione Geotecnica, che analizza le caratteristiche e la tenuta del terreno rispetto a uno specifico intervento edilizio, è anch’essa un documento propedeutico all’acquisizione del permesso di costruire. «Ma i tecnici del Comune», raccontava Perina, «davanti a me e ai carabinieri, hanno affermato che agli atti non esistono né la relazione Geologica né quella Geotecnica, fondamentali per la costruzione di un edificio». Com’è stato quindi possibile che il Comune, senza avere questi due documenti, abbia concesso il suo permesso di costruire? La risposta arriva dalla presidente dell’Ordine dei Geologi del Veneto. «La normativa nazionale in questo settore c’è: bisogna applicarla e farla rispettare», spiega Bartolonei. Che sottolinea: «Purtroppo quello di Pescantina non è un caso isolato, ma risulta un’usuale e cattiva pratica relativamente diffusa nella nostra regione. I motivi sono naturalmente molteplici, ma ancora una volta si evidenzia la mancanza di tecnici specialistici negli enti pubblici. Come Ordine è da anni che invochiamo il cosiddetto "geologo di zona", figura che aiuterebbe gli uffici comunali nella verifica di progetti di opere che impattano sul territorio, ma il progetto di legge è fermo nei meandri della burocrazia. Abbiamo poi fornito la nostra disponibilità a collaborare con l’Associazione nazionale dei Comuni con la quale abbiamo siglato anche un protocollo d’intesa, ma questo, evidentemente, non è ancora sufficiente». È una questione di sicurezza: nel condominio di via Verona gli inquilini hanno paura a salire quella scala «a gomito», sospesa nel vuoto, dove i gradini di marmo sono segnati da crepe e il cappotto sottostante è gonfio per la pressione. Ma è anche una questione di attenzione per il rischio sismico. «Auspichiamo che il clamore suscitato nel caso del fabbricato di Pescantina», spiega infatti la presidente dell’Ordine, «possa essere di monito per cambiare finalmente rotta verso una progettazione che non sia solo più solo architettonico-urbanistica, ma attenta alla verifica del sottosuolo e alla salvaguardia statica e sismica degli edifici. Non dimentichiamo proprio quest’ultimo aspetto, oggi meno di attualità in quanto il nostro territorio è in una fase di quiescenza sismica ma potrebbe presto svegliarsi». •

Francesca Lorandi
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