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11.02.2020

La Casa di Riposo e don Ilario Una giornata di festa e di progetti

Giornata speciale, alla Casa di Riposo di Pescantina, dedicata all’Immacolata di Lourdes: oggi, alle 10.30, il vescovo monsignor Giuseppe Zenti celebrerà messa alla presenza di autorità, direzione e consiglio di amministrazione, personale, ospiti e familiari della Casa e del gruppo Alpini. Saranno ricordati i 50 anni di sacerdozio di don Ilario Rinaldi e i suoi 25 di presidenza della Casa di riposo, aperta nel 1913 per volere di don Benvenuto Ottoboni. Già maestro e poi direttore didattico, don Ottoboni fu parroco di Pescantina dal 1906 al 1936. Iniziò la sua missione con una visita alle famiglie e la forte impressione che ne riportò fu all’origine della nascita della «Casa di Riposo per inabili al lavoro». In una lettera all’allora segretario Emilio Butturini, il parroco racconta solitudine e miseria in cui versavano gli anziani «da non sapere da che parte cominciare a sussidiarle». Per questo, col suo privato patrimonio, comprò un edificio, lo fece riadattare e, con le suore del Cottolengo, già presenti dal 1894, aprì il ricovero. Sottolinea don Ilario: «Con una presa in carico assistenziale e sanitaria nelle 24 ore e con molti altri servizi, dall’assistenza psicologica all’attività fisioterapica, nei prossimi anni faremo interventi innovativi per aumentare i posti letto, da 100 a 120, e incrementare il reparto degli Stati vegetativi permanenti con un hospice». Investimento: tre milioni di euro. •

L.C.
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