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08.12.2019

Discarica, i Pfas in acqua fanno paura

Un pozzo di Acque Veronesi nei dintorni della discarica di Ca’ Filissine   FOTOSERVIZIO DI LUIGI PECORA
Un pozzo di Acque Veronesi nei dintorni della discarica di Ca’ Filissine FOTOSERVIZIO DI LUIGI PECORA

Sale la preoccupazione a Pescantina all’indomani della decisione da parte di Acque Veronesi di chiudere uno dei quattro pozzi comunali, perché contaminato da Pfas. La chiusura del pozzo che si trova vicino alla discarica di Ca’ Filissine - la cui contamninazione pur lieve è con ogni probabilità è la causa della contaminazione attraverso il percolato già infiltratosi nelle acque sotterranee superficiali - è «a scopo precauzionale», dicono dalla società che gestisce anche il sistema idrico integrato pescantinese. I limiti delle sostanze rilevate rientrano in quelli dettati dalla Regione per le aree che si trovano all’esterno del territorio a cavallo fra le province di Verona, Vicenza e Padova, anche se non sono tendenti a zero. La presenza delle sostanze perfluoro-alchiliche, composti di natura chimica dannosi per l’uomo, è inoltre inferiore rispetto ai valori riscontrati nella Bassa ed Est veronese. Ma ciò non basta per rassicurare la cittadinanza. La notizia infatti non lascia per nulla tranquilla la popolazione: ieri in paese era rimbalzata tra la gente, già molto preoccupata per l’allarmante situazione della discarica, con più di qualcuno che, forse condizionato da quanto appena appreso, ha notato un cambiamento del gusto e del colore dell’acqua del rubinetto proprio negli ultimi tempi. Teresa Boscolo, 46 anni, e Zeruia Montalbano, 31, mentre prendono un aperitivo al Cafè Ai Mulini, non nascondono la loro apprensione, a cui si associa lo stesso barista del locale, Nicola Ridente. «La chiusura di un pozzo non ci fa certo piacere. Significa che qualcosa non va. Già di solito non ci fidiamo a bere l’acqua di casa. Preferiamo quella in bottiglia. Figuriamoci adesso», ammettono le due amiche. E mentre commentano la notizia a Teresa, che lavora al museo di Storia naturale a Verona, viene in mente un dettaglio. «Fatalità stamattina (ieri per chi legge), senza ancora sapere della chiusura del pozzo, ho notato una consistenza strana dell’acqua, quasi fosse più pesante. Resta il fatto che non mi fido per niente». Una sensazione provata anche da Jessica Caccia, titolare del negozio di acconciatura Platinum, che, senza sapere di quanto accaduto, a sua volta da alcuni giorni ha notato qualcosa di strano nell’acqua. «Lavoro a Pescantina ma abito a Ospedaletto. A casa da alcuni giorni l’acqua ha odori e sapori particolari, come se ci fosse cloro in eccesso. Ricorda quella della piscina». Sulla presenza di Pfas in quantità tali da decidere di abbandonare un pozzo, Caccia ribadisce a sua volta la propria preoccupazione, che accomuna un po’ tutti. Salvatore Defino, 52 anni, residente a Bussolengo, mentre sorseggiava ieri mattina un caffè a Pescantina, non è rimasto troppo sorpreso da quanto accaduto. «Da anni il territorio qui è in allarme per la questione legata a Ca’ Filissine. Era facile prevedere un inquinamento in falda di questa portata». E tra un commento e l’altro, confessa che anche a Bussolengo da alcuni giorni «l’acqua ha un sapore particolare, di cloro, quasi di candeggina. È chiaro quindi che continuo a non fidarmi a bere l’acqua del rubinetto». Gianpiero Mucchetti, titolare del bar Times, che si trova a Balconi, proprio nella zona dove verrà chiuso il pozzo da Acque Veronesi, si unisce alla preoccupazione degli altri intervistati. «Il problema è grave. Serve intervenire. E sulla discarica la questione è ancora irrisolta, con il rischio che il percolato aumenti». Mentre tutti chiedono a gran voce chiarimenti sulla vicenda, Franco Benedetti e Gianluca Godi del Movimento Ambiente & Vita, non sono per nulla sorpresi della notizia. Anzi. «È anni che diciamo che gli Pfas sono entrati in falda. Abbiamo chiesto interventi concreti, ma finora nulla si è mosso. Nessuno si è attivato concretamente, nonostante le segnalazioni». «C’è una gran rabbia per come si è gestita finora la situazione», concludono gli attivisti. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Emanuele Zanini
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