CHIUDI
CHIUDI

19.02.2020

Casa di riposo, lavori per ampliarla

Il parco e la casa di riposo Immacolata di Lourdes   FOTO PECORA
Il parco e la casa di riposo Immacolata di Lourdes FOTO PECORA

«Un programma di lavori, quello messo a punto dalla direzione e dal Consiglio di amministrazione che ha l’obiettivo di portare la casa di riposo “Immacolata di Lourdes” dagli attuali 98 a 120 posti disponibili». Massimo Piccoli, direttore della casa di riposo, coglie l’occasione della festa annuale e della straordinaria visita del vescovo di Verona, monsignor Giuseppe Zenti alla struttura aperta da don Benvenuto Ottoboni nel 1913, per tracciare questo nuovo profilo. «Al piano terreno», spiega il direttore, «ricaveremo una salone da 300 metri quadrati e altre sei camere per dodici nuovi posti letto in altri 200 metri quadrati. Nell’interrato della palazzina sull’Adige, troveranno posto una palestra attrezzata di 400 metri quadrati per la rieducazione e i poliambulatori. Al secondo piano», continua, «la sala da pranzo sarà ampliata di altri 300 metri quadrati per arrivare a 500. In totale altri 1.200 metri nuovi per alloggi e servizi. Dovremo adeguare, inoltre la normativa antisismica dell’edificio». Tra le nuove proposte, i mini alloggi per 4 coppie che hanno ottenuto l’accreditamento dall’Ulss 9. «Affrontiamo il tema della residenzialità famigliare», sottolinea don Ilario Rinaldi, presidente in carica della Fondazione Casa di riposo, «nel tentativo di accompagnare una coppia anche nella terza età». Attualmente le cucine interne della casa di riposo sfornano 200 pasti al giorno. «Ma», aggiunge Piccoli, «saremmo in grado di attivare una rete per il servizio domiciliare esterno: è un progetto che stiamo cercando di precisare. Le risorse previste sono circa di tre milioni di euro e nel frattempo è stato acceso un mutuo per coprire la prima tranche di un milione. Speriamo nell’attivazione dei nuovi venti posti». L’altro obiettivo per il quale è stata inoltrata la domanda all’Ulss è l’accreditamento della struttura come Hospice per malati oncologici terminali, un servizio che integrerebbe quello già esistente dei 6 posti dedicati agli stati vegetativi. «La nostra casa sarebbe così in grado di coprire tutta la gamma dell’assistenza», conclude don Ilario. Durante la visita il vescovo Zenti ha avuto parole di grande apprezzamento per l’opera di don Ottoboni. «Opera che continua nel tempo, grazie ai suoi successori, a coniugare il tema della carità», ha detto. «La vecchiaia», ha concluso il vescovo alla messa cui hanno partecipato il sindaco Davide Quarella e la giunta al completo, «è una stagione preziosa da salvaguardare». •

Lino Cattabianchi
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Necrologie