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21.10.2019

Canoe e fiume, bellezza che fa scuola

La partenza dell’Adigemarathon FOTOSERVIZIO PECORA
La partenza dell’Adigemarathon FOTOSERVIZIO PECORA

Previsioni meteo rispettate, per la 16esima Adigemarathon: dalla nebbia della mattina in Valdadige per la partenza, fino al sole di Borghetto di Avio per l’arrivo al fotofinish di Zavrel Mojzisek della Repubblica Ceka- impresa compiuta in due ore, tre primi e tre secondi - seguito, per un soffio, dall’equipaggio azzurro di Bernocchi e Angrisani: uno solo il secondo di distanza. Terzo, il tedesco Flurid Willscheid, con 30 secondi di distacco. Grande festa lungo i 35 chilometri del percorso degli agonisti che trovano il primo scoglio, appena dopo la partenza, al ponte di Rivalta, superato il quale si distendono in uno dei paesaggi naturali più spettacolari del veronese - il gran canyon di Ceraino e la distesa dell’Adige «morbinoso», come dice il poeta Tolo da Re - verso Pescantina. Batte più forte che mai, quest’anno, il messaggio insito nella manifestazione d’eccellenza sull’Adige che, in 16 edizioni, si è conquistata una risonanza internazionale: l’ambiente è un capitale enorme, di cui tutti devono tenere conto. 300 AGONISTI. Al netto dei circa 300 agonisti, tra senior e giovani promesse della mezza maratona da 20 chilometri, hanno risposto in più di mille amatori al richiamo della maratona, coi mezzi più diversi e le fogge inventate da compagnie che, per un giorno, desideravano un contatto più diretto con la natura. In testa, il gommone dei sindaci e degli amministratori di Dolcé, di Pescantina, di Bussolengo, Ferrara di Montebaldo, Avio, Revine Lago di Treviso. «L’Adigemarathon fa scuola», dice quest’ultimo, Massimo Magagnin, «e a Revine Lago infatti organizziamo, per il terzo anno consecutivo, i campionati italiani di velocità e per i disabili, oltre alla novità assoluta, il Memorial Wojtila, dedicato al papa canoista, per l’uno e due agosto». Gli altri grandi messaggi dell’Adigemarathon sono la solidarietà e l’accoglienza che passano dal volontariato. Quasi tremila i panini imbottiti dagli Alpini di Dolcè, oltre a biscotti, frutta secca, bevande di ogni tipo, per i maratoneti, a ricordare la vocazione ospitale della Valdadige. Tutti sulle rive i gruppi per la buona riuscita della giornata. I GRUPPI. Il Moto club di Sandrà, capeggiato da Adamo «Fly» Speri, tatuatissimo leader di quelli delle Harley-Davidoson cromate, è pronto a far sventolare la bandiera sull’Adige. E ci sono le ragazze del Cigno rosa del Canona Club Camaleonte, di Sant’Ippolito/Fossombrone, provincia di Pesaro-Urbino, capeggiate da Natalia Luzzi, già canoista agonista con la giovane Romina Panato, ancora agli inizi, ed ora guida sul fiume. «È un panorama bellissimo», dice, «valeva la trasferta con le mie amiche». «Per i ragazzi», commenta Valdi Panato, presidente del Canoa Club Pescantina e perno dell’organizzazione di Adigemarathon, «non c’è sport più naturale della canoa: lo consiglio a tutti per abituarsi a respirare aria pulita». EXPORT A ROMA. Insiste sul successo di Adigemarathon, Luciano Bonfiglio, presidente nazionale Fick: «Mantenere una tradizione come l’Adigemarathon è un impegno non da poco: Vladi Panato, commissario della nazionale, è anche un vero manager dello sport. L’ambiente è in primo piano per noi della canoa: siamo stati nominati dal ministero “Sentinelle delle acque” e siamo la prima Federazione plastic free. Domenica prossima a Roma, organizziamo la “Maratona del Tevere” che vuole richiamare l’attenzione dei romani sul loro fiume come fate qui con l’Adige». CUCINE E PUNTI RISTORO. Come sempre, presi d’assalto i punti di ristoro di Dolcè, gestito dagli Alpini, e quelli lungo il fiume delle Avis. Al termine della manifestazione, è festa in Lungadige Giacopini con la cucina di Erminio e Bianca Panato ed un esercito di volontarie a spadellare tortellini, ravioli e, novità di quest’anno, pearà e codeghìn. «Un lavoro che impegna, ma dà soddisfazione», commenta Erminio, «e per il quale ringrazio tutti quelli che ogni anno rispondono all’appello in questa giornata speciale per il paese di Pescantina». Commentano i due sindaci di casa: «Non c’è altra società sportiva che sappia mettere in evidenza la bellezza dei nostro fiume Adige come il Canoa Club con l’Adigemarathon», dice Davide Quarella. «Come Comune di Dolcè», conclude il sindaco Massimiliano Adamoli, «fin dalla prima edizione del 2004 abbiamo voluto essere un punto di riferimento per la manifestazione, divenuta nel tempo un imprescindibile appuntamento internazionale». •

Lino Cattabianchi
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