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29.01.2020

A cent’anni racconta ancora la sua esperienza nel lager

Il centenario Piero Piotto
Il centenario Piero Piotto

In occasione del Giorno della Memoria, celebrato in sala consiliare dall’amministrazione comunale è stato rilanciato il progetto «I treni di Pescantina». Nella stessa cerimonia sono stati conferiti un’attestazione di merito e riconoscenza, in attesa della cittadinanza onoraria, al centenario Piero Piotto, ex internato militare italiano a Kassel durante la seconda Guerra mondiale, e a Ines Figini, deportata ad Auschwitz. «Questo progetto», ha spiegato l’assessore alle manifestazioni Nicolò Rebonato, «è iniziato con le scuole medie dallo storico Giuseppe Paleari ed ha accompagnato numerose scolaresche alla scoperta del periodo delle deportazioni che transitavano dalla stazione di Pescantina dal 1943 al 1945 e poi, dopo la fine del conflitto, al ritorno, sempre sui treni che scendevano dal Brennero, di migliaia di ex-Internati. Per questo Pescantina il 25 aprile del 2007 ha ricevuto la medaglia d’oro al merito civile dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ed ora è stata costituita un’associazione «I treni di Pescantina» che si prefigge di ricostruire la storia dei quel periodo, di tornare a fare memoria nei confronti delle nuove generazioni e di valorizzare il monumento agli ex Internati, opera di Mirko Vucetich, e della ex stazione di Balconi». La serata è stata introdotta dal sindaco Davide Quarella: «Noi a Pescantina non dimenticheremo mai», ha sottolineato. Vittoria Borghetti, presidente del Consiglio comunale, ha messo l’accento sull’educazione al ricordo nei confronti delle nuove generazioni. Elena Traverso, presidente della Commissione regionale per le pari opportunità, ha evocato le riflessioni di Annah Arendt sulla banalità del male, «su eventi anormali ad opera di persone normali» indicandone l’origine nella paura del diverso. Elisa Dalla Rosa ha valorizzato l’apporto dell’ebraismo veronese alla vita della città e Natascia Zordan si è soffermata sulla Shoah delle donne. «Le donne della Shoah», ha concluso Zordan, riferendosi ad Anna Frank, «sono donne che hanno camminato a testa alta, piegandosi fino quasi a spezzarsi, attraverso tenebre atroci non smarrendo mai cuore, anima, e soprattutto dignità». Molto vivaci i racconti sulla sua prigionia in Germania, da parte di Piero Piotto che a cent’anni suonati non esita a dare a la sua testimonianza ai giovani. Le celebrazioni della Giornata della memoria si concluderanno domani al teatro Bianchi, per gli alunni delle quarte e quinte , con le testimonianze di Attilio Lattes e Marco Di Porto, sopravvissuti al rastrellamento del Ghetto di Roma. •

L.C..
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