Pesca, un piano per il successo «Impariamo a raccontarla»

L’inaugurazione della «Mostra delle pesche», il mese scorso
L’inaugurazione della «Mostra delle pesche», il mese scorso

Esperti a confronto nel convegno «Pesca veronese: l’ora del rilancio», promosso dalla Fondazione del mercato ortofrutticolo di Pescantina e Bussolengo per la promozione dei prodotti agricoli, coi due Comuni di riferimento. Chiarissima la conclusione di Debora Viviani, ricercatrice del Dipartimento di Scienze umane dell’ Università di Verona, che ha affrontato la strategia del marketing oggi. «La situazione», ha spiegato, «è in forte cambiamento, bisogna tenere conto delle trasformazioni del mercato e delle richieste dei consumatori che nel periodo del Covid si sono orientati alla spesa online e comprano al 57% prodotti freschi. Il cibo italiano è sinonimo ovunque di qualità, anche la pesca non fa eccezione: per imporsi sul mercato la Principesca deve raccontare quello che è e le caratteristiche che ha». Lungo questa linea va costruito il futuro del prodotto: «Manca il racconto, la narrazione perché tutto il resto c’è e in misura abbondante», ha concluso la ricercatrice. «Impossibile reggere il confronto quantitativo con le produzioni estere, specialmente della Spagna», ha aggiunto Elisa Macchi, direttrice del Cso, il Centro servi ortofrutticoli di Ferrara, che ha affrontato il tema della produzione di pesche e nettarine nei mercati nazionale ed Europeo. «La via che rimane, a fronte di una diminuzione delle aree di produzione della pesca che sono scese drasticamente negli ultimi anni anche nel Veronese, è la valorizzazione delle produzioni locali raccontando che la nostra è una produzione qualificata», ha concluso l’esperta. Roberto Colombo, dell’ufficio tecnico di Agrintesa, ha insistito sulla necessità di una scelta oculata delle varietà da mettere a coltura con attenzione alle richieste di un mercato sempre più esigente. «È una realtà che va difesa, quella della nostra pesca, perché consente una valorizzazione di sistema», ha concluso. Enzo Gambin, esperto di Coldiretti per l’Igp ha rimarcato la necessità di far valere il marchio Pesca di Verona Igp che non è mai stato utilizzato pienamente. Andrea Bertoldi, consigliere della Fondazione ha presentato il progetto per una filiera corta e la commercializzazione di «una pesca matura e nostrana in grande di rispondere alle esigenze di un mercato locale che ha già sottolineato il successo della Principesca». «Questo convegno è stato un momento importante di riflessione per questa parte del mondo agricolo», ha concluso Bertoldi. Il presidente di Coldiretti Daniele Salvagno ha rimarcato l’importanza che i peschicoltori veronesi si uniscano in un unico progetto di rilancio della pesca. I due sindaci di Pescantina e Bussolengo, Davide Quarella e Roberto Brizzi hanno sostenuto il progetto «Principesca», rimarcando la necessità di essere andati «oltre i campanili per mettersi assieme nella Fondazione, in un progetto che è aperto anche ai Comuni limitrofi che vogliono incoraggiare l’unione fra gli agricoltori». Ha concluso il presidente dalla Fondazione, Gianluca Fugolo: «Con il nostro progetto la domanda è maggiore dell’offerta: credo che sia interesse dei peschicoltori aderire a questa prospettiva che potrebbe rivelarsi remunerativa per aziende e famiglie». •

Lino Cattabianchi