Pasticceria, bollette «in vetrina»

Matteo Antolini mostra le bollette che ha appeso in pasticceria FOTO PECORA
Matteo Antolini mostra le bollette che ha appeso in pasticceria FOTO PECORA
Matteo Antolini mostra le bollette che ha appeso in pasticceria FOTO PECORA
Matteo Antolini mostra le bollette che ha appeso in pasticceria FOTO PECORA

Da una parte le bollette dell’energia elettrica schizzate alle stelle, dall’altra i clienti delusi e scocciati per i rincari di caffè e brioches. Così Matteo Antolini, 32 anni, titolare della pasticceria e cioccolateria Alessia di Pescantina, dopo i continui ma inutili tentativi di spiegare alla clientela il motivo degli aumenti dei prodotti venduti nel proprio locale, ha deciso di esporre sulle vetrate della propria attività le fatture di luglio del 2021 e quelle dello stesso periodo di quest’anno: la differenza tra l’una e l’altra è di 12mila euro. «In questo modo tutti possono rendersi conto concretamente della situazione che stiamo vivendo», spiega mestamente il giovane imprenditore pescantinese, che oltre allo storico negozio a fianco di piazza degli Alpini a Pescantina, gestisce pure quello a Bussolengo in piazza Nuova, aperto nel 2014, oltre ad un laboratorio in cui vengono preparate torte e dolci vari, per un totale di sedici dipendenti impiegati. Il confronto delle fatture nei dodici mesi fa tremare vene e polsi: nel luglio del 2021 Antolini aveva speso 3.500 euro di luce, già in netto aumento rispetto ai 2.000 euro dello stesso mese del 2019. La batosta ben più pesante, però, doveva ancora arrivare: nello stesso periodo di quest’anno è stata recapitata una bolletta da 15.500 euro, quasi quintuplicata. «Se nel 2019 per tutto l’anno avevamo speso 28mila euro di luce», precisa, «quest’estate ci siamo ritrovati con 25mila euro in soli due mesi». Prima il rinnovamento dei due negozi di Pescantina e Bussolengo nel 2018 - costato 600mila euro - per ampliare il lavoro e la clientela, poi il primo duro colpo sferrato dal Covid e dal lockdown che ha quasi fermato l’attività. Ora il boom delle bollette a cui aggiungere i fortissimi rincari di alcune materie prime. «Il latte è quasi raddoppiato, passando da 60 centesimi al litro a dicembre a 1,15 euro, quotazione media attuale. Lo stesso vale per il burro per realizzare brioches e altri prodotti, arrivato fino a 13 euro al chilo», spiega, conti alla mano, il titolare della pasticceria. A questo si aggiungono i finanziamenti effettuati per sostenere gli investimenti realizzati negli anni scorsi. Una tempesta perfetta con costi ormai impossibili da sostenere. «Tutti questi fattori sfavorevoli sommati nello stesso momento hanno creato condizioni ingestibili. Si fossero presentati singolarmente o comunque in periodi diversi, sarebbe stato diverso. Non avremmo aumentato i prezzi. Ma così è durissima. Abbiamo provato a ridurre al minimo indispensabile il consumo di energia elettrica, ottimizzando l’utilizzo dei frighi, che comunque devono rimanere accesi 24 ore su 24. Ma è servito a poco». La situazione rimane molto critica. «Il lavoro non ci manca. I dipendenti ci servono tutti, ma stiamo lavorando in perdita», dice. «Siamo in un periodo in cui devo essere soddisfatto quando riusciamo ad arrivare a zero in cassa, ma spesso dobbiamo attingere ai risparmi. Ulteriori investimenti previsti ovviamente sono stati bloccati». Dopo l’idea di esporre le bollette all’entrata del locale, diversi clienti hanno iniziato a comprendere la scelta di aumentare il caffè di dieci centesimi - da 1,20 a 1,30 euro - e altri prodotti come le brioches. Ma, come risaputo, più o meno tutti stanno risentendo dell’aumento generalizzato dei costi. «Chi prima veniva in pasticceria tutti i giorni, ora ha dimezzato la frequenza. Altri acquistano meno. Lo comprendiamo. È dura per tutti», afferma Antolini, che ha acquisito l’attività dai genitori nel 2017. «Loro mi raccontano che una situazione così non l’hanno mai vissuta nei decenni in cui hanno lavorato, né con le crisi degli anni Settanta né con l’inflazione degli anni Ottanta. Il lavoro non mancava e si sopperiva alle difficoltà. Ma ora è insostenibile. Perfino il Covid a confronto del momento attuale è stato quasi rose e fiori. Per fortuna siamo stati previdenti e ci siamo cautelati, abbiamo le spalle forti. Ma non so per quanto riusciremo a resistere così». •.

Emanuele Zanini