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11.12.2019

Quattro scout cancellano le svastiche

Al lavoro per cancellare simboli osceni e scritte razziste FOTO PECORA
Al lavoro per cancellare simboli osceni e scritte razziste FOTO PECORA

Cancellano scritte offensive e razziste, svastiche e croci celtiche da muri, cartelli e campane verdi per la raccolta del vetro. Con spatole, carta vetrata, spugne, diluenti e tanta buona volontà. Sono gli scout sedicenni Giulio, Anna, Letizia e Paolo, membri del Noviziato del Clan Zenit del Gruppo Scout Agesci Valpolicella 1. Hanno iniziato il 3 dicembre ad Arbizzano quest’opera di pulizia a tutto raggio, insieme all’educatore Riccardo Fiorini, e hanno in progetto di continuarla fino alle vacanze di Natale. Trovandosi per strada verso sera, dopo aver provveduto ad attività scolastiche e studio, nei punti imbrattati che hanno individuato nelle scorse settimane. Fuori al freddo invece che al calduccio in sede, all’ex asilo di Negrar, per la consueta riunione del gruppo. Del resto, il fondatore degli scout Baden Powell ha parlato chiaro: «Vi terrete sempre pronti, in spirito e corpo, a compiere il vostro dovere». E loro dubbi non ne hanno. «Siamo stanchi di vedere sporcati e rovinati i nostri paesi», spiega Giulio, «per non parlare dei messaggi razzisti o i riferimenti al nazismo disseminati qua e là». Anna e Letizia annuiscono, anche loro con luci frontali per vedere e mani libere per pulire. Sono stati i ragazzi nel Noviziato a proporre all’educatore l’opera di ripulitura. Lui ha accolto di buon grado l’idea. «In questa fase del clan si vivono esperienze proiettate verso la comunità, socialmente utili e propositive», spiega Fiorini. Così i suoi ragazzi sono passati alla fase pratica, prima con un censimento dei punti da ripulire e poi con le prime azioni sul campo. Operativi, come gli scout sanno essere. Il Comune di Negrar di Valpolicella plaude sui social, a nome della comunità, al progetto dei ragazzi e al loro impegno civico. Anche perché, ne è convinto il sindaco Roberto Grison: «Troppo spesso non facciamo più caso o accettiamo passivamente scritte e simboli che deturpano il nostro territorio, inneggiano a ideologie nazionalsocialiste e danneggiano il patrimonio di tutti». In via Stella, ad Arbizzano, il writer veronese Cibo ha già tentato tempo fa di ricoprire con le sue opere a sfondo gastronomico numerose svastiche su una campana. Ma i suoi budini colorati sono durati poco, ricoperti nuovamente con il simbolo nazista. Ora sono entrati in azione gli scout del Valpolicella 1 e la campana è tornata a essere solo verde. «Speriamo rimanga così», concludono. «Cibo ci ha dato la sua “benedizione”, incentivandoci a continuare». il 3 dicembre i quattro scout e Fiorini hanno rimosso alcune croci celtiche disegnate su un muro di cemento lungo via Montanari, ad Arbizzano, vicino alle scuole d’infanzia e primaria. «È più complicato del previsto», spiegano. «La superficie porosa del cemento richiede parecchie passate». Poi si sono spostati nella zona industriale di Arbizzano, per cancellare da un’altra campana per il vetro lo stesso simbolo antico ripreso da movimenti italiani di estrema destra come il Fuan, il Fronte universitario di azione nazionale. Procedono senza tentennamenti: «Sulle campane è più semplice». Anche perché nei giorni scorsi, ammettono, hanno già fatto pratica rimuovendo una ventina di scritte e simboli vari a Negrar su questi contenitori verdi per il vetro e cancellando svastiche su cartelli e spazi privati visibili a tutti, con il benestare dei proprietari. •

Camilla Madinelli
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