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25.03.2019

Primi residenti nel nuovo «doppio» paese

Il sindaco Roberto Grison consegna le prime carte d’identità di Negrar di Valpolicella   FOTO AMATO
Il sindaco Roberto Grison consegna le prime carte d’identità di Negrar di Valpolicella FOTO AMATO

Prime carte d’identità con il toponimo Negrar di Valpolicella. L’ufficio Anagrafe del Comune, che ha modificato il proprio nome secondo il volere espresso dai residenti il 21 ottobre scorso (1.726 voti favorevoli e 322 contrari), ha iniziato questa settimana a emettere le prime carte d’identità in formato elettronico (Cie) che riportano, nella riga del paese di residenza, la nuova denominazione. Ma più che una novità, come ha sempre sostenuto il comitato promotore presieduto da Ezio Vai, è piuttosto un ritorno alle origini, ossia a quel Negrar che aggiunge al nome anche l’area territoriale di appartenenza, oggi molto famosa per il vino. «Si avvera un mio sogno, la soddisfazione è tanta», commenta infatti Vai. Non potevano mancare, alla consegna delle prime nuove carte d’identità da parte del sindaco Roberto Grison e del vice sindaco Fausto Rossignoli, i destinatari, ovvero Lisa Quintarelli, 25 anni, di Fane, e Ilie Constantin, 59, romeno, da 25 anni residente ad Arbizzano. I due cittadini hanno rinnovato il loro documento d’identità e sono passati dal formato cartaceo a quello elettronico con il nuovo nome del paese. Venerdì sono stati tra i primi giunti in municipio a ritirarlo. «Al mattino mi sveglio un po’ più valpolicellese», scherza Constantin, che lavora per una cooperativa che a sua volta lavora per il Comune. «Per me non cambia niente, ma se questa è stata la decisione va bene, un motivo ci sarà», conclude. Più convinta la giovane Quintarelli, che studia Neuroscienze all’università di Trento. È appena rientrata da sei mesi di studio in Olanda, a Maastricht, con il programma europeo Erasmusplus. In ottobre non ha espresso il suo voto al referendum consultivo regionale per il cambio di denominazione del suo Comune di appartenenza, ma è favorevole: «Se non fossi stata all’estero, sarei andata alle urne e avrei votato sì», sottolinea. «Certamente la dicitura di Valpolicella dà valore aggiunto al territorio, a chi lo abita e a chi vi lavora. A Maastricht nessuno sapeva dove fosse Negrar, ma la Valpolicella la conoscevano in molti». Annuiscono sindaco e vice sindaco che, con l’intera amministrazione hanno sposato passo dopo passo il lungo iter per il cambio di denominazione. «Con la consegna delle prime carte d’identità con sopra riportato Negrar di Valpolicella siamo arrivati a una nuova tappa del cambiamento messo in atto», spiega il primo cittadino Grison che termina il primo mandato a maggio e si candiderà al secondo. Aggiunge il suo vice, Rossignoli: «Si tratta di uno degli impegni di mandato puntualmente mantenuto. Con il tempo ne capiremo tutto il valore». •

Camilla Madinelli
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