CHIUDI
CHIUDI

23.06.2019

Pizza, fede e carità «È un miracolo che Ivan cammini»

Livio e Ivan nella loro pizzeria a PrunL’ingresso della pizzeria
Livio e Ivan nella loro pizzeria a PrunL’ingresso della pizzeria

Dalla porta di ingresso, dove pende un crocifisso in ferro che guarda il parcheggio, si intravedono già libricini di preghiera, brochure di pellegrinaggi e santini di ogni tipo: c’è Padre Pio, San Michele Arcangelo, Sant’Antonio da Padova con annesse preghiere. Non si tratta di una chiesa, né di un monastero o un convento, ma di una pizzeria. Chi è entrato almeno una volta alla Lumiere di Prun, sopra Negrar, non ha potuto fare a meno di notare l’oggettistica sacra posta su vari banchi del locale. Da un lato maglie di calcio appese, coppe, trofei; dall’altra mensole colme di immaginette, santi, rosari. La laicità che si unisce alla sacralità. Un’immagine non da tutti i giorni, ma che ha saputo trovare il terreno giusto tra una pizza e un buon boccale di birra. C’è chi, entrando per la prima volta, si guarda intorno interrogandosi in silenzio, chi audace invece chiede direttamente ai titolari e chi ancora, a fine serata, lascia sul loro «altare» ricordi di pellegrinaggi. «La tavola da sempre è un luogo di incontro, una fonte di sostentamento e nutrimento, ma anche luogo di raccolta e di preghiera», spiega Ivan, uno dei titolari che, insieme al fratello Livio, gestisce la trattoria da vent’anni. Cresciuti con tanta devozione e nell’amore verso il prossimo, entrambi decidono di aprire nel 2000 un locale dove, insieme a un buon pasto, poter far sentire la gente a proprio agio, come a casa, trasferendo valori e passioni anche semplicemente a chi li va a trovare. Tra le passioni basterebbe menzionare quella del calcio; per Livio ha un solo nome: «la grande Maggica». Intuibile, date le numerose foto e maglie giallorosse in vista, tra le quali spicca centrale quella di Damiano Tommasi, perno del centrocampo romanista. Sul go kart invece Ivan aveva trovato la sua, fino a otto anni fa, quando un brutto incidente non l’ha per poco reso paraplegico. È a quel punto che la fede coltivata attraverso il volontariato e i consueti pellegrinaggi con la famiglia, gli arriva in soccorso. «Un vero e proprio miracolo», dice ancora con voce commossa il fratello Livio. Durante lo scontro, Ivan riporta una seria lesione alla colonna vertebrale. Alcune schegge ossee finiscono nel midollo spinale. L’intervento che si prospetta è alquanto delicato e rischioso, ma la famiglia non dispera e prega affidandosi alla Madonna. «Questa vicenda ci ha uniti ancora più di quanto non lo fossimo già, ma soprattutto ha accresciuto la nostra fede», conclude Livio. Quattro anni fa poi l’idea del pranzo «francescano» il giorno di Natale. «Abbiamo unito i tavoli e fatto sedere le persone vicine; molti si conoscevano già e altri hanno avuto l’occasione per farlo», spiega il gestore che con soddisfazione aggiunge: «L’idea è stata accolta con gioia e da allora la riproponiamo ogni 25 dicembre». Durante l’anno entrambi i fratelli seguitano nelle loro opere di volontariato e dal 2015 Ivan, divenuto nel frattempo ministro dell’Eucaristia, va a distribuire la comunione nelle case degli anziani e dei più bisognosi. Tutto questo senza trascurare la clientela della Lumiere che sa di poter trovare accoglienza, chiacchiere, «confessioni» e un luogo dove non nutrire solo il proprio corpo, ma anche il proprio spirito. •

Valentina Gioia
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1