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10.10.2019

«Mi hai rubato il pc»
Lo picchia con l'ascia
e lo lancia nel vuoto

L'accetta sequestrata dai carabinieri
L'accetta sequestrata dai carabinieri

Riteneva il proprio vicino di casa autore del furto del proprio personal computer a cui teneva particolarmente perché custodiva foto e ritratti, da lui disegnati, della moglie che vive lontana da lui, così un nigeriano di 33 anni residente a San Vito di Negrar ieri sera, quando ha visto rientrare il giovane marocchino, da qualche giorno ospite di parenti che occupano l’appartamento accanto al suo per aiutarli nel lavoro dei campi, gli ha sbarrato la strada e lo ha trascinato all’interno del proprio appartamento.

 

Qui, dopo aver bloccato la porta, lo ha minacciato chiedendo di restituirgli il computer asportato e, per dare forza alla sua pretesa, ha cominciato a colpirlo con un'ascia che teneva nascosta nei pantaloni, utilizzandola fortunatamente dal lato privo di lama. Terrorizzato, il giovane marocchino è riuscito a divincolarsi ed a raggiungere la finestra dell’appartamento, dalla quale ha provato a chiedere aiuto ma è stato raggiunto dal nigeriano che lo ha spinto verso l’esterno. Il nordafricano ha così perso l’equilibrio ed è caduto in avanti riuscendo, tuttavia, a rimanere appeso alla finestra. Quando però ha visto il nigeriano alzare l’ascia per colpirlo nuovamente, temendo che gli avrebbe amputato le mani, ha mollato la presa e si è lasciato cadere nel vuoto da un’altezza di circa 4 metri.

 

La finestra dalla quale è caduto l'uomo

 

Nonostante l’impatto al suolo, il giovane è riuscito a rialzarsi ed a scappare a casa di alcuni connazionali che hanno dato l’allarme. I Carabinieri della Stazione di Negrar, che erano in pattuglia poco distante, sono giunti subito sul posto, prestando soccorso al malcapitato e rintracciando l’autore del reato ancora nella sua abitazione. I militari, quindi, hanno eseguito un’accurata ispezione dei luoghi ed hanno rinvenuto, occultata fra la spazzatura condominiale, un’accetta di oltre 30 centimetri che è stata sottoposta a sequestro. Del computer, invece, non vi è traccia.

 

Il giovane marocchino è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Negrar ove gli è stata riscontrata, oltre a contusioni varie, la frattura del calcagno destro con una prognosi di 30 giorni, mentre il nigeriano è stato arrestato con l’accusa di violenza privata e lesioni personali. 

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