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15.04.2019

Marsiaj cittadino onorario e Quintarelli benemerito

Cittadinanza onoraria per alti meriti umanitari al dottor Mario Marsiaj, fondatore del centro per la cura delle malattie tropicali all’ospedale Sacro Cuore Don Calabria e, dal 1998, medico esclusivamente in e per l’Africa. Cittadinanza benemerita alla memoria di Giuseppe Quintarelli, il grande saggio dell’enologia valpolicellese, scomparso sette anni fa, per aver dato prestigio internazionale a Negrar. Le due onorificenze sono state votate all’unanimità lo scorso gennaio in consiglio comunale e la consegna è avvenuta a fine marzo, nella sala consiliare in municipio, all’inizio della seduta del consiglio comunale. Ad accompagnare Marsiaj c’erano la moglie Claudia, che con lui ha condiviso la scelta di vivere la medicina come vocazione in Uganda, e la figlia Elena, nata proprio ad Angal. Fiorenza e Silvana Quintarelli, invece, figlie del «Bepi» Quintarelli hanno ritirato il riconoscimento circondate dai familiari. La cerimonia in municipio è stata breve, ma molto partecipata. I curricula dei due cittadini onorari e benemeriti sono stati letti dai consiglieri Giorgio Zavarise e Alberto Avesani. «Rendiamo onore e merito a chi ha reso grande il nostro territorio e testimoniato con l’impegno valori importanti», ha sottolineato il sindaco Roberto Grison, in carica per altri due mesi. Nato a Parigi, vissuto a Vicenza, il dottor Marsiaj a 84 anni è appena rientrato dal cinquantunesimo viaggio in Africa. Il primo fu nel 1967, quando andò in Uganda per dirigere l’ospedale missionario di Angal, fondato dai Padri comboniani. Diresse l’ospedale per sei anni, quindi tornò in Italia e nel 1989, su proposta dell’ospedale Sacro Cuore, dove avviò e diresse fino al 1997 la Medicina tropicale. Nel 1998 lasciò l’ospedale italiano per dedicarsi solo a quello africano, occupandosi della preparazione professionale del personale locale e fondando l’associazione Amici di Angal. «Ho vissuto a Negrar per diversi anni e, adesso che sono rientrato a Vicenza, mi fa molto piacere ricevere questo riconoscimento», ha detto il professore in sala consiliare. «Mi sono meravigliato finché leggevano la motivazione: sono tutte cose belle, ma non mi ero reso conto di averne fatte così tante». Altrettanto unico e speciale, in ambito vinicolo ed enologico, il curriculum di Giuseppe Quintarelli, padre fondatore dell’Amarone della Valpolicella, che non perse mai la sua umiltà, essendo un uomo riservato e schivo fino all’ultimo. «Papà sarebbe stato contento di questo riconoscimento, la cittadinanza benemerita, ma non sarebbe mai venuto di persona a ritirare la targa», hanno spiegato le figlie Fiorenza e Silvana. «Abbiamo una stanza piena di riconoscimenti e premi vinti da nostro padre e che non è mai andato a ritirare di persona. Lui era così». Il «Bepi» Quintarelli ha amato Negrar, la Valpolicella, l’uva, il vino. E la vita semplice. «Siamo felici che nostro padre venga ricordato e speriamo che la passione per il suo lavoro possa essere d’esempio alle vecchie e alle nuove generazioni», hanno concluso i familiari dell’enologo. •

Camilla Madinelli
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