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14.09.2019

Le notizie di cinquemila anni fa

I sondaggi di docenti e studenti nel sito delle Colombare sopra Negrar
I sondaggi di docenti e studenti nel sito delle Colombare sopra Negrar

Ricerche archeologiche e paleoambientali in corso nel sito preistorico delle Colombare di Negrar di Valpolicella, tra le colline sopra il capoluogo. Si tratta di uno dei siti più importanti dell’Italia Settentrionale per il materiale che ha già restituito in campagne di scavo e studio risalenti agli anni Cinquanta. La Soprintendenza archeologica delle belle arti e paesaggio per le province di Verona, Vicenza e Rovigo ha avviato in settembre una campagna di indagini in convenzione con l’Università statale di Milano e il suo Dipartimento di beni culturali e ambientali. Per tutto il mese una ventina di studenti, coordinati dal professor Umberto Tecchiati, sia iscritti al corso di laurea Scienze dei beni culturali sia specializzandi della Scuola in Beni archeologici dell’università milanese, saranno impegnati nella raccolta di superficie, in sondaggi geologici e indagini sui contenuti antropici del sito. La direzione scientifica è di Tecchiati e della funzionaria archeologa della Soprintendenza Paola Salzani. Nello staff numerosi docenti ed esperti delle università di Milano e Padova. LE SINERGIE. Il progetto di scavi e ricerca è stato presentato ieri in Soprintendenza, nella sala Gazzola, dal soprintendente Fabrizio Magani e dal sindaco di Negrar di Valpolicella, Roberto Grison, insieme a Salzani e Tecchiati. «In passato a Negrar ci sono state anche ombre nella gestione del territorio» afferma Magani. «Ora mi rallegro del cambio di passo che rappresentano questo e altri progetti avviati insieme al Comune e mediante una bella rete di collaborazioni che si è venuta a creare. Il sito delle Colombare» continua il soprintendente «ci riporta indietro nel tempo, a 5mila anni avanti Cristo, e a una vita antichissima dell’uomo di cui oggi sappiamo molte cose, da cosa mangiava a come si muoveva o dormiva». Plaude alle iniziative congiunte anche il sindaco Grison: «Il nostro passato richiedeva una forte sinergia e credo doverosa, data la nostra storia, una particolare attenzione al territorio. Questa campagna di scavi, inoltre, fa un forte investimento sui giovani: confidiamo che possa darci uno sguardo più costruttivo sul futuro, in questi tempi di conflitti culturali e sociali. Ringrazio l’ospedale Sacro Cuore Don Calabria che ha messo a disposizione la mensa per offrire un pasto agli studenti milanesi, che ospitiamo a Mazzano nello stabile comunale delle ex scuole». GLI SCAVI. I reperti provenienti dalle ricerche novecentesche alle Colombare, come ceramiche, manufatti in selce e pietra levigata, un’ascia in rame e reperti faunistici, indicano una frequentazione dell’area tra il 4300 e il 2000 avanti Cristo. La ripresa delle ricerche risponde all’esigenza, spiega l’archeologa Salzani, «di tornare là dove negli anni Cinquanta fu ritrovato molto materiale, ma non fu data molta importanza al contesto, come avveniva in quegli anni». L’intento, precisa, è «raccogliere una serie di dati utili anche a progettare campagne di scavo future, sognando in modo visionario anche una fruizione pubblica del sito. Devo ringraziare i proprietari dei fondi privati per la collaborazione e gli accordi raggiunti». Agli studenti Tecchiati chiede, oltre la raccolta d’informazioni scientifiche, un aiuto concreto per «educare alla tutela dei beni culturali, unendo al valore della ricerca anche un compito pedagogico e facendo diventare la tutela un momento di crescita collettivo». •

Camilla Madinelli
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