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14.11.2019

Donne picchiate, l’alcol crea mostri

Le dottoresse Egle Ceschi e Francesca Martinelli, organizzatrici del convegno
Le dottoresse Egle Ceschi e Francesca Martinelli, organizzatrici del convegno

Uno, due, tanti bicchieri di troppo e violenza di genere. Si concentra sul binomio fatale tra alcolici e maltrattamenti il convegno Donna, alcol e violenza, in programma all’Irccs ospedale Sacro Cuore Don Calabria domani dalle 8.30 alle 17, nella sala convegni Perez. La giornata è aperta a tutti, per sensibilizzare il più possibile sul tema e farne conoscere le pieghe più recondite attraverso il confronto tra gli attori della rete del territorio che si occupano di violenza di genere, ossia medici di pronto soccorso, psichiatri, psicoterapeuti, esperti del Telefono Rosa e del Centro Petra del Comune di Verona per quanto riguarda le associazioni. Sono previste anche le testimonianze di una donna vittima di violenza e di un’altra che la violenza l’ha subita da bambina. Racconterà la sua storia, inoltre, un uomo maltrattante che si è inserito in un percorso di recupero. Per la locandina del convegno sono state scelte, non a caso, delle porte. «Porte che devono essere aperte alla donna vittima di violenza, quando arriva al Pronto soccorso e decide di dire basta. Ma anche le porte che hanno dato origine alla sua sofferenza e che la donna deve chiudere, per ricominciare a vivere», spiegano dal Sacro Cuore Don Calabria l’educatrice del servizio di Alcologia Egle Ceschi e l’assistente sociale Francesca Martinelli, organizzatrici del convegno che si tiene venerdì nel mese dedicato alla violenza contro le donne. «L’obiettivo di questa giornata non è quello di stigmatizzare i ruoli, la donna vittima e l’uomo carnefice», proseguono le dottoresse. «Piuttosto è quello d’identificare il senso di responsabilità di ciascuno. È vero che l’alcol agevola un comportamento violento da parte dell’uomo, ma spesso è anche un elemento usato dalla donna per giustificare la violenza fisica e psicologica del partner». Molte donne con segni evidenti di violenza che arrivano al Pronto soccorso o al servizio di Alcologia, raccontano, pronunciano questa frase: «Beve, per questo mi picchia». Ma c’è un ma: «Con questa giustificazione la donna non prende atto del problema, trascinando nel baratro anche i figli», sottolineano Ceschi e Martinelli. Sul binomio alcol e donna, le dottoresse Ceschi e Martinelli hanno già dedicato lo scorso anno tre incontri, focalizzati sull’abuso di alcol in diversi momenti della vita: nell’età adolescenziale, in quella adulta e nella vecchiaia. Quest’anno l’attenzione si sposta sul legame tra alcol e violenza, fotografato in modo preoccupante anche da alcuni dati Istat risalenti al 2014: nel 23 per cento dei casi di violenza perpetrati dal partner, l’autore era sotto l’effetto dell’alcol; la percentuale scende al 17,1 per cento quando l’artefice della violenza non è il marito, il fidanzato o il compagno, ma in quest’ultimo caso la quota di non risposte è più elevata (13,1 per cento). • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Camilla Madinelli
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