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18.05.2019

Candidati d’accordo: «Stop al cemento»

L’ingresso a Negrar, a sud del paese
L’ingresso a Negrar, a sud del paese

L’urbanistica del futuro, in territorio negrarese? Ridotto consumo di suolo agricolo, rispetto dell’ambiente, riqualificazione degli edifici esistenti. Lo dicono tutti i candidati sindaci alle elezioni del 26 maggio, ossia Marco Andreoli, Roberto Grison e Chiara Prati, durante il confronto di giovedì all’azienda agricola Villa Spinosa. Un pensiero univoco che non è scontato, nella patria della negrarizzazione, famosa appunto per le lottizzazioni che tra gli anni Ottanta e Novanta in più punti hanno cambiato il volto della vallata. «Questo territorio è stato massacrato e la viabilità è al collasso», afferma Andreoli, esponente della Lega sostenuto da sei liste di centro destra. Per il futuro, dice, basterà «essere allineati con le direttive regionali e mettere a posto quello che c’è». La linea è tracciata, per il sindaco uscente Grison che si ricandida con tre civiche: «Proseguiremo con le scelte già attuate, come togliere cubature, costruire sul costruito, fermare il consumo di suolo». Su questa linea anche Prati, sostenuta da un’unica lista di centro destra: «Va ridotta anche la burocrazia per i piccoli interventi, per favorire cittadini e imprenditori». La serata inizia sotto i migliori auspici per un paese che ha pagato un alto prezzo alla crescita urbanistica disordinata e i tre candidati partono in sintonia davanti a circa 300 persone, tra cui numerosi candidati consiglieri delle 10 liste in corsa. Sono arrivate per sentire programmi e idee con cui ognuno intende vincere e governare il Comune nel quinquennio 2019-24. Per Andreoli e Prati si tratterebbe della prima esperienza, Grison oltre che sindaco è stato assessore e consigliere di minoranza. Gli onori di casa sono stati fatti dal patron di Villa Spinosa, Enrico Cascella Spinosa. Nel confronto, moderato dal giornalista di Telearena Lucio Salgaro, i candidati hanno raccontato cosa hanno in mente per capoluogo e frazioni dall’urbanistica alla viabilità, dal turismo al rapporto con il comparto agricolo e sanitario, punte di diamante della zona grazie alla viticoltura e all’ospedale Sacro Cuore Don Calabria (azienda da 2.153 persone, tra dipendenti e consulenti). Il dibattito si è svolto in modo equilibrato e senza scontri, con applausi a tutti. Gli animi si sono scaldati solo su un punto, la scuola media di Negrar, per la quale l’attuale amministrazione ha dato corso a un progetto collegato a un bando nazionale e un finanziamento di 5 milioni di euro. «Vedremo se i soldi arriveranno e quanto costerà in più la scuola, l’idea di abbattere l’attuale e trasferire gli studenti per due o tre anni non mi fa impazzire», sottolinea Andreoli. «Se le risorse economiche arriveranno faremo la scuola, altrimenti studieremo un’alternativa». Grison attacca: «I soldi ci sono e arriveranno in base all’avanzamento dei lavori, perché non ho mai visto un progetto pubblico finanziato prima di nascere. Una scuola media nuova è necessaria, l’odierna non ha tenuta né termica né sismica. Il piano dell’opera è perfetto e abbiamo studiato il trasferimento dei ragazzi.” Lapidaria Prati: «Il progetto va eseguito, ho due figli che hanno frequentato le medie a Negrar e c’è bisogno di un edificio sicuro e adatto alla loro crescita». La discussione è ripresa su percorsi naturalistici, opere per le frazioni, regolamento per l’utilizzo dei fitofarmaci nei vigneti. Fino all’appello agli elettori. «Proponiamo fatti, non parole», dice Prati. Andreoli punta tutto su idee e filiera. Valori e non solo opere per Grison, «dall’ascolto alla giustizia sociale». •

Camilla Madinelli
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