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07.12.2019

Alto rischio di incidenti all’incrocio

L’immissione di un’auto da via Schioppe sulla provinciale FOTO PECORA
L’immissione di un’auto da via Schioppe sulla provinciale FOTO PECORA

Incrocio ad alto rischio, ad Arbizzano, tra via Schioppe e la strada provinciale 4 della Valpolicella. La segnalazione arriva da una residente nella frazione di Negrar alle porte di Verona, Mariangela Cavara, che transita dalla piccola arteria e s’immette sulla provinciale per andare a lavorare, sbrigare commissioni e tornare a casa. Il traffico è elevato, soprattutto nelle ore di punta per scuole e uffici. Ma ormai le ore di punta sono parecchie. LA DENUNCIA. E così «l’incubo è quotidiano», scrive la nostra lettrice, che descrive così la situazione pericolosa con cui si trova a fare i conti insieme ad altri automobilisti: «Entrare a casa è un piacere, uscire è un dramma quotidiano, una tragica roulette. L’elevato flusso veicolare proveniente da Verona in direzione Negrar e le auto in senso contrario verso la città arrivano a velocità sostenuta, creando un torpedone impenetrabile. Quando esco dalla “mia” via, a qualsiasi ora del giorno, mi trovo davanti lo stesso film; aspetto diligentemente che si creino le condizioni di minima sicurezza che non arrivano mai. Spesso su sollecitazione dei conducenti dietro di me, evidentemente stanchi di aspettare, tento la sorte tagliando la strada ad una se non a tutte e due le direttrici. Nel migliore dei casi mi becco una sfanalata con un sonoro “vaffa”, ma spesso si arriva all’inchiodata al limite». PUNTO CRITICO. Conferma il vice sindaco e assessore alla polizia locale, Fausto Rossignoli: «Il Piano generale del traffico urbano, abbreviato in Pgtu e in corso di approvazione in Regione, censisce tutte le situazioni critiche distribuite nel territorio comunale e qualifica il tratto di strada in cui è compresa l’uscita da via Schioppe come a rischio incidentalità», spiega Rossignoli. Da aggiungere, poi, che a pochi metri più a nord sulla SP4 c’è l’immissione anche di via Case Zamboni. Le auto che provengono da quell’arteria che attraversa lateralmente Arbizzano, segnala Cavara, «s’immettono nella provinciale a velocità sostenuta, per cui si materializzano all’ultimo secondo alzando ulteriormente il livello di insicurezza». La speranza è una sola, conclude la residente, per un incrocio che serve anche gli utenti dello Sporting Club Arbizzano: «Che la situazione venga valutata con attenzione e risolta, magari con una rotonda». Ormai se ne vedono molte in Valpolicella lungo la SP4, nelle intersecazioni con strade laterali. L’ultima ha preso forma in questi mesi a San Pietro in Cariano, all’ingresso della frazione di Bure. SOLUZIONE ROTATORIA. Il Pgtu non solo segnala le situazioni critiche, ma suggerisce anche i possibili rimedi. In questo caso, continua Rossignoli, «l’unica soluzione immaginata e immaginabile per via Schioppe e la viabilità dell’area è quella della rotonda, che è un’opera da finanziare e concordare con la Provincia». Inoltre, dovrà essere coinvolto nella pratica anche il Comune di Verona: la strada, ricorda il comandante della polizia locale Maurizio Facincani, è praticamente sul confine tra i due enti locali. SOLDI PER I LAVORI. Poi c’è la questione dei finanziamenti. «Possono arrivare da enti superiori, fondi propri del Comune o perequazione urbanistica legata a qualche intervento importante nell’area», conclude Rossignoli. «Stiamo operando in tutte e tre le direzioni, consapevoli che un simile intervento viabilistico richiederebbe molte risorse». L’assessore a viabilità e manutenzioni, Bruno Quintarelli, fa sapere che l’amministrazione negrarese sta ultimando le pratiche per intervenire a San Vito (tra distributore di benzina e semaforo) e Santa Maria (all’altezza dell’intersezione con via Regolo Sartori), lungo la trafficata provinciale 12 dell’Aquilio, in due punti che aspettano da anni la messa in sicurezza. «Il terzo intervento da mettere in programma potrebbe essere quello di via Schioppe e via Case Zamboni», continua. Ma è prudente: «Dobbiamo capire in modo puntuale cosa è meglio fare e dialogare con i diversi attori». PROGETTO TOTALE. Di una cosa è convinto, Quintarelli: «Intervenendo a pezzetti, sulle nostre strade, non si risolve nulla. Bisogna procedere con un ragionamento completo e unitario sulla situazione, ragionando di volta in volta con i Comuni confinanti come Verona e San Pietro in Cariano, la Provincia e anche l’ospedale di Negrar, in modo da trovare soluzioni condivise da tutti». E per tutti, direbbero gli utenti di via Schioppe. Stanchi di rischiare. •

Camilla Madinelli
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