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01.02.2020

Addio a Tabarini Fu tra i fondatori della Magnalonga

Si sono svolti ieri pomeriggio, nella chiesa di Pedemonte, i funerali di Luigi Tabarini, 79 anni, titolare del conosciutissimo negozio di ceramiche e parquet in paese (attività portata avanti dai figli), nonché cavaliere dello Snodar, il Sovrano e nobilissimo ordine dell’antico recioto. Specialmente, Tabarini è stato tra i fondatori della Magnalonga della Valpolicella, nel 1998, al seguito di Daniele Accordini, direttore della cantina sociale di Negrar, allora presidente del comitato Festa dei Vini Classici. L’ultimo saluto a Tabarini è stato conferma di quanto, fino alla fine, lui si sia speso nel volontariato per le associazioni e la promozione del territorio: i rappresentanti di molte realtà si sono stretti attorno alla sua famiglia. Daniele Accordini lo ricorda: «La nascita della Magnalonga della Valpolicella, che oggi richiama migliaia di persone, fu un momento bellissimo, con Luigi Tabarini tra i protagonisti. Lo spunto l’avevo preso dal Piemonte, dove, a Prà, si teneva una passeggiata enogastronomica fra le cantine: esperienza fra le prime in Italia. Non ne sapevo molto; proposi l’idea al comitato. Un po’ di perplessità era normale, perché si era ancora agli albori dell’enoturismo. Ma “Gigi”, che con la sua mente imprenditoriale vedeva lungo, ne fu subito entusiasta». Accordini continua: «Nel suo negozio accanto alla banca, Luigi organizzò il primo “centro di raccolta” delle adesioni alla Magnalonga. Internet non si usava come oggi, e i biglietti si vendevano a mano, con le quote da andare poi a versare in un apposito conto corrente. Un lavoraccio, per lui. Ma già allora il successo fu inaspettato: ci portò, stupito, centinaia di iscrizioni». Il dinamismo non ha mai abbandonato Tabarini, come spiega Livio Schiavone, presidente del comitato Festa Vini Classici della Valpolicella: «Da un po’ di tempo non riusciva a intervenire personalmente alle iniziative del comitato, di cui era membro onorario, ma si teneva aggiornato tramite il gruppo Whatsapp, ed era come se ci fosse». Lo saluta anche Arnaldo Semprebon, presidente dello Snodar: «Perdiamo un esponente storico con oltre 30 anni di partecipazione; una personalità dall’intelligenza acuta, che ci è stata spesso di insegnamento». •

L.CO.
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