Necropoli romana in mezzo ai vigneti

Gli archeologi al lavoro nella necropoli sotto la collina del Cariano
Gli archeologi al lavoro nella necropoli sotto la collina del Cariano
Gli archeologi al lavoro nella necropoli sotto la collina del Cariano
Gli archeologi al lavoro nella necropoli sotto la collina del Cariano

A San Pietro riemerge un antico nucleo tombale. Sotto ai vigneti di oggi un tempo c'era un importante luogo di sepoltura. In un terreno agricolo ai piedi della collina del Cariano, i recenti scavi della Soprintendenza archeologica del Veneto hanno riportato alla luce sepolture di epoca romana che confermano l'esistenza di una necropoli ai bordi della Claudia Augusta, l'antica via che collegava l'Italia alle zone d’Oltralpe, di cui sono stati recuperati diversi tratti nelle campagne a sud di San Pietro in Cariano. La zona è stata peraltro sede di rilevanti ritrovamenti anche in passato. Particolarmente importanti sono quelli avvenuti nel novembre del 1828, «alle falde del monte della chiesa parrocchiale verso mezzogiorno», come ricorda Lanfranco Franzoni nel suo libro La Valpolicella nell'età romana, pubblicato nel 1982. Si trattava allora di due tombe ben conservate, in una delle quali furono scoperti alcuni preziosi oggetti a corredo, tra cui una collana d'oro con cammeo incastonato, un anello d'oro con cammeo ed uno con ametista incisa, oggi conservati al Kunsthistorisches Museum di Vienna. Nelle scorse settimane, grazie all’impiego degli escavatori del Consorzio di Bonifica e al lavoro degli archeologi della società cooperativa Multiart di Verona, la Soprintendenza ha effettuato nuovi sondaggi nell'area, riportando alla luce un nucleo sepolcrale che, oltre alle inumazioni nella nuda terra, ha fatto emergere una cappuccina vuota di un infante o, comunque, di un ragazzo. «Grazie ai mezzi che il Consorzio ci ha messo a disposizione», spiega Brunella Bruno, responsabile territoriale per l'area Valpolicella-Baldo-Garda della Soprintendenza archeologica, «abbiamo effettuato alcune verifiche in questa zona che dal punto di vista storico ci interessa molto. In particolare, avevamo delle curiosità legate a quei famosi rinvenimenti di tombe di grande prestigio, avvenuti lungo la strada nell'Ottocento, tra cui il sarcofago di piombo con monili e gioielli vari di cui parla Franzoni nel suo libro». Seguendo gli indizi, la conformazione e lo sviluppo del territorio ed analizzando a fondo le fonti documentali esistenti, i ricercatori erano certi che a sud della collina del Cariano passasse la via Tridentina, che si fa coincidere col tracciato della Claudia Augusta. «Una volta iniziato il sondaggio», continua Bruno «abbiamo effettivamente intercettato una serie di sepolture, tutte purtroppo spogliate o scavate in antico. Una di queste è una bella tomba a cassa in muratura, con nicchie per il corredo, ben costruita e legata con cocciopesto che potrebbe benissimo essere quella che ospitava una delle ricche sepolture scoperte nell'Ottocento. Abbiamo dunque ragionevoli motivi di credere, anche se non possiamo affermarlo con certezza, che quello sia proprio il luogo di quei prestigiosi rinvenimenti di cui scrive Franzoni». Nell'ambito del complesso funerario è stato rinvenuto anche uno scheletro umano. «Il dato più importante dell’indagine non è tuttavia il rinvenimento di questa persona inumata», sottolinea la responsabile della Soprintendenza «quanto l'avere individuato la struttura funeraria in muratura». Giuseppe Poiesi, consigliere comunale delegato all’Ecologia e all’Ambiente, ha seguito gli scavi giorno per giorno. «Da inizio mandato mi sono dedicato al progetto di ricerca delle strade romane sul territorio di San Pietro in Cariano», ricorda il consigliere. «Come è noto la Valpolicella è un territorio ricco di storia, arte e cultura, attraversato dalla Claudia Augusta Padana, una delle più importanti vie di comunicazione dell'Italia Romana». I ritrovamenti avvenuti nei secoli passati e susseguitisi fino ai giorni nostri testimoniano la densità insediativa di questo comprensorio nell'antichità. «Si tratta di un territorio la cui importanza economica, legata alla presenza di risorse ambientali, fu accresciuta dal passaggio della strada e da un grande reticolo di vie minori ad essa collegate», aggiunge il consigliere Poiesi. «Ecco perché anche oggi, a seguito di lavori di scavo che nulla hanno di eccezionale, è possibile imbattersi in reperti antichi, testimonianza di un fiorente periodo storico che ha caratterizzato, allora come adesso, questa nostra bellissima valle».

Gianfranco Riolfi

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