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29.02.2020

Nasce il Biodistretto della Valpolicella

Alcuni membri del direttivo del Biodistretto valpolicellese
Alcuni membri del direttivo del Biodistretto valpolicellese

L’obiettivo è stringere un patto che preveda la conoscenza e diffusione dell’agricoltura biologica insieme all’assistenza tecnica, al miglioramento della biodiversità dell’ambiente, dell’immagine del territorio e della qualità dei prodotti, fino al coinvolgimento degli operatori del turismo e delle scuole. Partendo dalla Valpolicella ma andando anche oltre. In nome di un rapporto di fiducia tra cittadini e agricoltori. È nato con questo proposito il Biodistretto della Valpolicella e dintorni, presentato nell’aula magna dell’istituto agrario Stefani Bentegodi di San Floriano, frazione di San Pietro in Cariano. Il Biodistretto, che si configura come un’associazione, indica nei fatti un’area vocata alle produzioni biologiche. «L’agricoltura per prima ha bisogno di creare rete per dare senso alle scelte, mettendo in relazione diversi soggetti», spiega il presidente del Biodistretto Mattia Giovannini, coadiuvato dalla vice Stella Beghini. «Siamo pronti a integrare le filiere, attuare una governance rurale basata sulla partecipazione e preservare l’ambiente, come indica la Pac 2021-27 e come da anni, in questo territorio, ha operato e creato esperienze il gruppo Terraviva Verona». Il Biodistretto della Valpolicella e dintorni, istituito il 3 dicembre 2019 da 25 persone tra cui viticoltori, apicoltori e allevatori di lumache, è il secondo che nasce nel Veronese. Prima di lui di pochi mesi, nel luglio 2019, è nato il BioVerona. «Siamo due realtà nate quasi in contemporanea, a dimostrazione di quanto ormai ci siano attenzione e sensibilità verso il biologico», spiega Giovannini. Ma perché, allora, non è stata creata una sola associazione? «Dopo un’assemblea molto partecipata a maggio dello scorso anno, solo a settembre in un altro incontro siamo venuti a conoscenza dell’avvenuta costituzione di BioVerona, in pratica a cose già fatte. A quel punto non solo non eravamo stati coinvolti nel processo, cosa che ci è dispiaciuta, ma era anche tardi per inserirsi. Abbiamo deciso di proseguire sulla nostra strada. Ora ci auguriamo di dialogare e non escludiamo, chissà, di unirci in futuro» Numerosi i produttori, i gruppi e i cittadini che hanno partecipato alla presentazione di fine febbraio per saperne di più, associarsi e iniziare a condividere il cammino del Biodistretto della Valpolicella e dintorni, con in prima fila il sindaco di San Pietro in Cariano Gerardo Zantedeschi e il vice presidente di Valpolicella Benaco Banca, Gianmaria Tommasi. Tra i relatori che l’hanno tenuto a battesimo c’erano il direttore di sede dell’istituto agrario di San Floriano, Gualtiero Ferrari, ed Enrico Maria Casarotti presidente di Aveprobi (Associazione veneta dei produttori biologici e biodinamici). «Saremo presenti anche noi», promette Ferrari, «dato che nel nostro istituto si formano i futuri imprenditori e tecnici del mondo agricolo». Infine, il punto di forza del Biodistretto secondo Casarotti è la sua nascita dal basso, dai cittadini e produttori. «Sia un punto di collegamento tra gli attori del territorio e tutti siano coinvolti», conclude. •

C.M.
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