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18.08.2019

Incidenti in Val Sorda «Non è un posto facile»

La Valsorda continua a far parlare di sé ma, purtroppo, non solo per le sue bellezze naturali e la presenza di un ponte tibetano a strapiombo su una falesia che attira la curiosità di turisti italiani e stranieri. A quanto pare la zona è tristemente famosa per i numerosi incidenti che si verificano nel periodo estivo. In estate, infatti, in questi anni sono stati numerosi gli interventi del Soccorso Alpino per dare assistenza a persone che si sono infortunate in Val Sorda, territorio che tocca i tre comuni di Fumane, Sant’Anna d’Alfaedo e Marano di Valpolicella. Il più delle volte le disavventure sono state causate dall’uso di calzature inadeguate, da incompetenza o da condizione fisiche che non erano compatibili con una escursione in montagna. Seppur magnifica, la Val Sorda impegna gli escursionisti con ampi dislivelli e inerpicandosi per la montagna, tra passaggi stretti e tratti a volte scivolosi. Più volte il capo della stazione veronese del Soccorso alpino, Roberto Morandi, ha messo in guardia chiunque fosse invogliato a intraprendere l’escursione verso il Ponte Tibetano, spiegando che non si tratta affatto di una «passeggiata della domenica», perché nonostante non si sia in alta montagna, il grado di difficoltà dei sentieri non va sottovalutato. Per trovare una soluzione a questo problema è intervenuta l’amministrazione comunale di Marano che, con la Pro Loco che gestisce la Malga Biancari, posto da cui parte la maggior parte degli escursionisti, sta provando a gestire la questione: «Il 17 luglio ci siamo dati appuntamento di buon mattino con l’assessore al turismo Mirko Ballarini, la responsabile dell’ufficio tecnico di Marano Paola Perantoni, Dario Degani, presidente della Pro Loco, e Sergio Rossi (Proloco di Marano), Maria Teresa Aganetti con Michele Valbusa (Comunità Montana della Lessinia), Marco Vignola del Soccorso Alpino e Davide Sandrini RSPP del Comune di Marano» spiega il sindaco di Marano, Giuseppe Zardini. «In qualche ora di cammino, con l’aiuto dei segnalatori Gps, abbiamo individuato, lungo il percorso che da Malga Biancari scende al Ponte Tibetano e si collega al percorso Cai, gli interventi migliorativi della segnaletica e di ordinaria manutenzione necessari che verranno realizzati dalla Comunità Montana della Lessinia, finanziandoli con fondi propri e del Parco Naturale Regionale della Lessinia», continua Zardini. Il sindaco segnala che durante l’intervento non è risultata particolarmente scadente la scegnaletica, «ma migliorabile in alcuni punti, soprattutto nel territorio di Sant’Anna e sul sentiero numero 3 Rio Baiaghe, data l’utenza inesperta». «Il problema reale che porta agli incidenti è soprattutto la poca competenza dell’escursionista, non tanto la segnaletica e le condizioni dei sentieri». Da Malga Biancari si arriva al ponte Tibetano tramite un sentiero impegnativo ma percorribile, seguendo la segnaletica in modo regolare, ma «è importante, su questo tratto, non abbandonare mai il sentiero perché è circondato da falesie e dirupi molto pericolosi», chiarisce Zardini. Altro problema è la presenza di numerosi cinghiali nella zona. Gli escursionisti si perdono sovente nell’area a nord del ponte Tibetano perché, seguendo le tracce dei cinghiali, proseguono fuori sentiero in direzione Mondrago o Cerna. «Negli ultimi anni, il cospicuo aumento di cinghiali nell’area ha portato alla presenza di numerosi tracciati, frutto del passaggio di questi animali, che portano in inganno il visitatore che pensa di percorrere un sentiero ufficiale, invece finisce per perdersi», continua Zardini. «Ci stiamo occupando della questione da tempo. Va sottolineato che durante i giorni di festa, quando la Pro loco presiede Malga Biancari e fornisce suggerimenti utili agli escursionisti, gli incidenti sono minori, nonostante l’afflusso di visitatori sia maggiore in questi giorni», conclude il sindaco di Marano Giuseppe Zardini. •

A.C.
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