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17.05.2020

Ma il Covid-19 costringe cinque attività storiche a gettare la spugna

Il bar Art Cafè è uno dei locali che non riapre a causa del Coronavirus
Il bar Art Cafè è uno dei locali che non riapre a causa del Coronavirus

La crisi si sta abbattendo sugli esercizi pubblici del centro di Pescantina. Sono almeno cinque quelli che hanno abbassato le serrande definitivamente. Un primo bilancio, dopo due mesi di chiusura per il Coronavirus, lo fa il sindaco Davide Quarella: «Se la tendenza persiste, il paese rischia di trovarsi in seria difficoltà e noi, dal canto nostro come Comune, siamo pronti a fare il possibile perché ciò non avvenga». Di fronte al palazzo Betteloni, sede del Comune, ha chiuso il bar pasticceria gestito dalla famiglia Lavarini, conosciuto in origine come «Dolci follie». E anche in piazza San Rocco, dei due bar ne è rimasto uno; chiuso lo storico bar Tacolòn, all’inizio di via Borgo. E serrande abbassate anche per un bar in via Carlo Alberto Dalla Chiesa. Inoltre ha chiuso il bar della sala giochi sotto il volto di piazza degli Alpini. In agenda, all’inizio dell’ultima settimana di maggio, ci sarà una seduta di Consiglio che si terrà nella solita sala consiliare di piazza San Rocco. Spiega il sindaco: «Ci sarà in discussione l’approvazione del bilancio consuntivo 2019 e del preventivo per il 2020. In questo contesto saranno messe in approvazione, subito dopo il bilancio, delle variazioni per destinare fin da subito fondi risparmiati a supporto di famiglie che hanno subito i disagi creati dal Coronavirus». I fondi derivano dalla rinegoziazione dei mutui. Conclude il sindaco: «Per gli esercizi commerciali metteremo a disposizione gratuitamente i plateatici finalizzati ad estendere l’attività per consentire le distanze prescritte dal Dpcm e dalle ordinanze regionali. Abbiamo rinegoziato alcuni mutui e la variazione di bilancio che ne consegue è di 200mila euro: questo ci ha permesso di risparmiare somme che andremo a destinare a supporto dei disagi dei cittadini. Dobbiamo agire su due piani: capire quali sono i disagi creati dal Coronavirus nello stesso tempo farci un quadro completo della possibilità di rimborsi di servizi già pagati».

L.C.
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