Le decisioni di cinque comuni

Caro energia, la Valpolicella abbassa le luci

A Negrar, San Pietro, Fumane, Marano e Sant' Ambrogio di Valpolicella ridotta l'intensità e la potenza dell'illuminazione pubblica. Ma niente spegnimenti
Un viale di Negrar di Valpolicella illuminato ieri sera. Lasciare completamente le strade al buio è infatti impossibile
Un viale di Negrar di Valpolicella illuminato ieri sera. Lasciare completamente le strade al buio è infatti impossibile
Un viale di Negrar di Valpolicella illuminato ieri sera. Lasciare completamente le strade al buio è infatti impossibile
Un viale di Negrar di Valpolicella illuminato ieri sera. Lasciare completamente le strade al buio è infatti impossibile

Consumi elettrici alle stelle anche per gli enti locali, in questi e nei prossimi mesi segnati dai rincari sui costi energetici. I cinque Comuni della Valpolicella, dai 17mila ai 3mila abitanti, scelgono di correre ai ripari abbassando tutti intensità e potenza dell'illuminazione pubblica, adoperando lampadine led a basso consumo a più non posso nei punti luce pubblici, valutando situazioni particolari in cui sia possibile risparmiare. Scartando del tutto spegnimenti di lampioni e fari che lascino strade, quartieri o aree sportive al buio. Decidendo, in qualche caso, di non accendere luminarie in strade e piazze per il periodo natalizio. 

 

Perché non vengono spenti del tutto i lampioni

«Troppo trafficate e con snodi importanti le arterie provinciali o anche comunali, in qualche caso, che attraversano la nostra vallata e su cui la corretta visibilità anche notturna deve essere garantita sempre per la sicurezza degli utenti», sottolinea il sindaco di Negrar di Valpolicella, Roberto Grison. Impensabile spegnere lampioni su strade, incroci e quartieri residenziali popolosi, secondo Grison e pure secondo il sindaco di San Pietro in Cariano, Gerardo Zantedeschi. Senza contare che lasciare impianti per lo sport, parchi o altre zone senza illuminazione li mette ancora di più a rischio di subire vandalismi o furti. 

 

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I costi

«Siamo preoccupati per le spese in energia elettrica da affrontare negli edifici scolastici e alla casa di riposo», ammette Zantedeschi. E ribadisce la stessa linea di Negrar: «La via del risparmio passa dalla diminuzione dell' intensità luminosa, senza drastici spegnimenti». Luce sì, insomma, per garantire la sicurezza nelle ore notturne, ma con moderazione.
Dello stesso avviso il sindaco di Sant'Ambrogio di Valpolicella, Roberto Zorzi: «Abbiamo già provveduto a diminuire i flussi luminosi nella piazza centrale del capoluogo e all'esterno delle scuole», spiega. «Faremo lo stesso nel parco Brenzoni Bassani, sempre nel capoluogo, e in altri punti dove sia possibile regolare la potenza delle luci tramite le centraline». 
L'amministrazione ambrosiana ha deciso inoltre che il contenimento dei costi energetici passerà da un Natale senza luminarie. «Il Comune provvederà ad addobbare due alberi e poi vedremo se i commercianti metteranno in campo altre iniziative», spiega Zorzi. «Il resto, in questo momento, sarebbe davvero una spesa inutile».
Farà a meno delle luminarie natalizie anche il Comune di Fumane. «Quest'anno non ci saranno», conferma il sindaco, Daniele Zivelonghi. L'intensità dell'illuminazione pubblica sarà regolata al minimo anche nel suo territorio. Non dovesse bastare, per contenere le bollette, c'è un piano B: spegnere le luci dopo la mezzanotte per quale ora. «Ma è solo una misura possibile, tutta da valutare e concordare», conclude il primo cittadino di Fumane. 

 

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E nel Comune di Marano, il più piccolo della zona? Fino agli inizi di novembre nessuna azione particolare. «I nostri impianti sono molto limitati», dichiara il sindaco, Giuseppe Zardini. «Terremo monitorato l'andamento dei costi, nei prossimi mesi, e intanto abbiamo rinunciato ad alcune manutenzioni per avere un margine economico di riserva». 

 

Le lampade a led

Del resto, ricorda il sindaco, nei tre anni scorsi è stato fatto dall'ente un investimento di 200mila euro per sostituire le vecchie lampadine con quelle a tecnologia led a basso consumo energetico. «Ad oggi l'80 per cento degli impianti di illuminazione pubblica sono a led, con un risparmio di circa 25mila euro sulle utenze comunali. Poi è in partenza un ulteriore investimento di 50mila euro». 

Sullo stesso fronte si sono mossi, negli ultimi anni, anche i Comuni più popolosi di Negrar, San Pietro e Sant' Ambrogio. Proprio a Negrar i consumi elettrici a carico dell'ente comunale, per la pubblica illuminazione composta da 3mila punti luce, si sono dimezzati in quattro anni. Con risparmi sulle bollette quantificati, nei mesi scorsi, in 60mila euro annui.

L'efficientamento energetico nei 2.200 punti luce è stato terminato anche nel territorio di San Pietro: «Abbiamo sostituto le plafoniere e inserito luci led», sottolinea Zantedeschi. Al lavoro su questo fronte, ma all'inizio dell'opera, anche il Comune ambrosiano. «In tutto il territorio abbiamo 2mila punti luce, 450 sono già stati ammodernati con nuovi corpi illuminanti a basso consumo e altri 400 ne arriveranno nei prossimi mesi con lo stanziamento di nuove risorse economiche. Contiamo però di intervenire al più presto sulle torri faro dei campi sportivi, per abbattere consumi e costi». 

Camilla Madinelli