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08.01.2017

Lo shiatsu adottato
dalla casa di riposo
«Giova agli anziani»

Massaggi shiatsu alla Casa di riposo per anziani Immacolata di Lourdes. «Nel 2013 è iniziata una collaborazione con la Scuola internazionale di Shiatsu Italia, che ha sede a Parona», spiega Maria Luisa Bortolazzi referente del progetto, «e da allora le operatrici shiatsu settimanalmente vengono a offrire la loro pratica ad alcuni dei nostri ospiti, facendo cicli di trattamenti in forma gratuita. Il massaggio shiatsu, praticato da persone esperte che sanno modulare i loro interventi, giova alla persona anziana, caratterizzata da una fisicità fragile e a volte rigida».

«I trattamenti vengono annotati e discussi in occasioni delle riunioni con la psicologa Cristina Frongillo», continua, «all’interno delle quali avviene un confronto e una restituzione degli stati d’animo e delle eventuali difficoltà incontrate dagli anziani».

L’altra realtà con la quale la Casa di riposo ha iniziato una collaborazione in tempi più recenti, è la cooperativa Filo Continuo. Il referente Massimo Gatti e le tre operatrici Carla, Cinzia, e Chiara propongono una stimolazione multisensoriale ispirata al metodo Snoezelen per il rilassamento e per stimolare l’attenzione dell’attenzione.

«La stimolazione Snoezelen», spiega Gatti, «è una pratica che nasce negli anni Ottanta, in Olanda: l’idea fu quella di creare una stanza nella quale immergere le proprie sensazioni ed essere cullati da vari stimoli per rilassare e contenere stati di aggressività ed agitazione, riempire il vuoto provato, produrre benessere. L’idea della cooperativa Filo Continuo è quella di esportare gli stimoli ed alcuni strumenti in diversi luoghi, non confinarli necessariamente in una stanza. Alcuni degli ospiti della casa di riposo, a causa delle loro condizioni cliniche non possono partecipare alle varie attività proposte all’interno della sede di Filo Continuo, dove è stata allestita una stanza apposita, ma possono beneficiare di queste terapie alternative, basate su una stimolazione multisensoriale, con utilizzo di essenze, terapie del contatto corporeo, musiche rilassanti, stimoli visivi».

Conclude la psicologa Cristina Frongillo: «Anche i familiari degli ospiti esprimono riconoscimento verso le operatrici e i trattamenti da loro offerti. Abbiamo l’opportunità di collaborare con persone che uniscono alla loro pratica una forte componente affettiva, dedicando il loro tempo e la loro energia ai nostri ospiti volontariamente, e di questo siamo grati».

Lino Cattabianchi
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