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22.06.2019

La caduta di Gabriele, indagini sulle cause

Il punto in cui Gabriele è precipitato giovedì mentre giocava
Il punto in cui Gabriele è precipitato giovedì mentre giocava

Il giorno dopo a Ospedaletto di Pescantina sono sempre più convinti che è stato un miracolo. Che è veramente difficile non riportare conseguenze importanti da una caduta di quasi 5 metri (4,70, per la precisione) come è avvenuto per Gabriele, il bambino di nove anni, mentre stava giocando, nello spazio a lato di un condominio, sulle griglie di una trincea che serve da aereazione ai garages di tutto lo stabile. Un attimo fatale e la griglia è caduta sul fondo, facendo precipitare il bambino. «L’ho sentito stamattina», diceva ieri la zia Daniela, contitolare del bar Lacry, «ed è ancora molto scosso. È in terapia intensiva all’ospedale di Borgo Trento e sotto osservazione, ma pare che non ci siano conseguenze serie: un fatto veramente straordinario. Anche noi siamo molto toccati da quanto è accaduto». Lo conferma anche la mamma: «Gabriele è seguito in ospedale e aspettiamo con fiducia che tutto si risolva per il meglio». Intanto sulla trincea dove il bambino è caduto, mettendo in atto i suggerimenti e i consigli di Carabinieri e Vigili del fuoco, prontamente accorsi il giorno dell’incidente con l'eliambulanza del Suem 118-Verona Emergenza, il condominio ha deciso di far saldare tutte le griglie, fissandole in modo che un analogo incidente non possa ripetersi. Un lavoro meticoloso eseguito da un saldatore professionista per tutto il tratto del lungo rettangolo che costeggia il condominio. E non sa darsi una spiegazione un condomino che preferisce rimanere anonimo: «Le griglie lungo tutto il tratto del perimetro», dice, «in tutti i punti sono ancora saldamente appoggiate alla cornice di ferro. Ora i condomini hanno deciso di farle fissare, seguendo le indicazioni di Carabinieri e Vigili del fuoco, saldandole, per una maggiore sicurezza. La domanda che mi pongo è: come è possibile che nel tratto in fondo si siano sollevate? Cosa è successo?». Lo stesso punto di domanda che si stanno ponendo gli inquirenti e che dovrà essere appurato dalle indagini per chiarire la dinamica dell’incidente, la cui conclusione poteva essere ben diversa. •

Lino Cattabianchi
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