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06.07.2020 Tags: San Pietro in Cariano

L’Istituto agrario rende onore al professor Dario Boscaini

Da destra, il compianto professor Dario Boscaini accanto a Pier Alvise Serego Alighieri, Ezio Rivella e Sandro Boscaini
Da destra, il compianto professor Dario Boscaini accanto a Pier Alvise Serego Alighieri, Ezio Rivella e Sandro Boscaini

L’Istituto di agraria «Stefani-Bentegodi» dice addio al professor Dario Boscaini, agronomo e lungimirante uomo di scuola, che fu il primo direttore di sede a San Floriano. E proprio nella sede in Valpolicella, a poche settimane dalla sua scomparsa, la direzione sta già pensando a un modo per ricordarne la persona e l’operato a favore della crescita della scuola, in termini di proposte formative e qualità. Boscaini, molto conosciuto in Valpolicella (era cugino del presidente di Masi Agricola, Sandro Boscaini) e persona stimata per la caratura morale, è morto a giugno, dopo una lunga vita spesa per la famiglia, il lavoro in campo vitivinicolo e la scuola. Per oltre 20 anni infatti, tra gli anni Settanta e Novanta, si occupò dell’istruzione di molti ragazzi, mettendo a disposizione la sua esperienza in campo enologico. «Molte cose sono cambiate e l’Istituto Stefani-Bentegodi anche, a causa di riforme ministeriali, ma ancora oggi l’offerta formativa prosegue nel solco tracciato dal professor Boscaini, per il quale tutto l’istituto conserva profonda gratitudine», spiega l’attuale direttore della sede di San Floriano, Gualtiero Ferrari. «Boscaini era sempre presente e disponibile, possedeva una notevole capacità di fare gruppo e una spiccata umanità, con cui era in grado di coinvolgere allievi, genitori e docenti», prosegue. Ferrari sottolinea inoltre che sul fronte delle attività pratiche, da sempre il cuore del percorso formativo in ambito agrario, pur coi cambiamenti dovuti alle diverse epoche, Boscaini fu un precursore dei tempi. «In passato, la pratica veniva svolta nelle aziende della Valpolicella», continua Ferrari, «e il professore anticipò di decenni le attività oggi raggruppate nella sigla Ptco, ossia Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento: si tratta di momenti formativi in cui i ragazzi si inseriscono nel mondo produttivo locale. Oggi li diamo un po’ per scontati, ma ai tempi di Boscaini non lo erano affatto. E lui fu un apripista». Il direttore di sede ripercorre la storia della nascita dell’Istituto a San Floriano - oggi una delle cinque sedi dello «Stefani-Bentegodi», diretto dal preside Francesco Rossignoli - e della carriera di Dario Boscaini. «Nei primi anni Settanta, l’allora preside Ettore Stefani pensò di avviare una scuola agraria ad indirizzo enologico in Valpolicella, accogliendo la richiesta del territorio di avere persone esperte e qualificate in ambito vitivinicolo, in un momento in cui s’iniziavano a vederne le enormi potenzialità» racconta Ferrari. «Decise perciò di attorniarsi di docenti esperti, tra i quali, appunto, Boscaini, che venne incaricato di gestire i primi corsi di studi a indirizzo enologico. Venne individuata la sede scolastica in villa Lebrecht, a San Floriano, allora di proprietà della Provincia. Lì, Dario Boscaini iniziò la carriera scolastica, formando i primi esperti viticoltori e cantinieri. I programmi ministeriali vennero adattati e la scuola iniziò a creare le professionalità richieste per lo sviluppo del settore. In seguito, insieme al preside Remo Rigo, Boscaini seguì il complesso iter burocratico per la costruzione dell’odierna sede dello Stefani-Bentegodi, che fu inaugurata il 19 settembre 1989». •

C.M.
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