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07.07.2020 Tags: San Pietro in Cariano

L’Ipab Veronesi oberato di spese straordinarie

Primo bilancio della casa di riposo di San Pietro in Cariano dopo i mesi difficili dell’epidemia da Covid-19 e dopo la morte di 15 anziani che erano stati contagiati dal virus come la quasi totalità dei circa 70 ospiti in struttura. Durante la pandemia anche alcuni operatori si sono ammalati e i colleghi hanno dovuto sopperirne l’assenza facendo turnazioni doppie. Ma da qualche settimana hanno iniziato a intravedere la luce in fondo al tunnel, i membri del Consiglio di amministrazione e la direzione dell’Ipab carianese intitolato al dottor Germano Veronesi. Anche se far quadrare i conti, per rispettare obblighi e misure precauzionali, richiede spese continue a carico dell’ ente. A fine giugno il Cda della struttura per anziani, composto da Davide Fasoli, dalla vice presidente Chiara Turri e dai consiglieri Paolo Lonardi, Alessandra Marconi e Renzo Nicolis, si è riunito nella sede in via Beethoven insieme alla direttrice Roberta Tentonello per affrontare diversi temi e guardare avanti. «Per la prima volta, dopo 100 giorni di emergenza, tutti gli ospiti si sono negativizzati», annuncia il presidente del Cda, Fasoli. «Nei lunghi mesi dell’epidemia le strutture per anziani sono state lasciate sole e anche noi abbiamo dovuto far fronte a moltissime problematiche. Nessuno era pronto per un’emergenza simile e dobbiamo dire grazie agli operatori». La struttura sta dunque tornando alla normalità. «Abbiamo firmato un protocollo per permettere nuovamente le visite dei parenti e possono riprendere i colloqui, nel rispetto delle linee guida», continua Fasoli. Con una raccomandazione che suona come una preghiera, dopo i momenti difficili appena trascorsi: «Dobbiamo sempre tenere la guardia alta». Sono stati riaperti inoltre gli inserimenti per i nuovi ospiti. «Avverranno seguendo le disposizione dei protocolli regionali», precisa il presidente del Cda. Se dal punto di vista sanitario va decisamente meglio, all’Ipab continuano invece a farsi sentire le difficoltà economiche. L’uso dei dispositivi di protezione per gli operatori è ancora obbligatorio, ad esempio, e sta gravando sul bilancio. «Ci siamo trovati a fronteggiare numerosissime spese straordinarie, i conti ereditati non ci lasciano alcun respiro e allo stato attuale dobbiamo sostenere continue uscite, nonostante la situazione sia migliorata», spiegano Fasoli, Turri, Lonardi, Marconi e Nicolis. «Abbiamo sospeso il nostro rimborso spese durante tutta l’emergenza, ma chiediamo un aiuto alla cittadinanza. Un’azione condivisa anche dal Comune di San Pietro in Cariano e tutte le forze politiche. Come? Sul conto corrente IT93 B 02008 59810 000 105320112 è possibile versare una donazione volontaria a sostegno della casa degli anziani. Confidiamo in un aiuto concreto, per salvaguardare un punto di riferimento per molte famiglie». I membri del Cda sperano infine nella ripartenza a pieno regime anche dell’asilo nido comunale, di cui pure seguono la gestione. Il nido per i bimbi dagli zero ai tre anni ha riaperto in luglio: «Nonostante le linee guida molto restrittive vogliamo ridare questo servizio alle famiglie», concludono. Chi fosse interessato, può verificare i posti ancora disponibili allo 045. 7703666 •

C.M.
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