CHIUDI
CHIUDI

19.04.2019

L’addio a Carlo accompagnato dai parà

La benedizione del feretro e dietro i labari dei parà FOTO MARCHIORILa bara di Carlo Anti nella chiesa di Santa Maria in Stelle
La benedizione del feretro e dietro i labari dei parà FOTO MARCHIORILa bara di Carlo Anti nella chiesa di Santa Maria in Stelle

Un ricordo struggente è riecheggiato ieri nella chiesa di Santa Maria in Stelle, al funerale di Carlo Anti, 49 anni, morto in motocicletta domenica: «Non era possibile restare arrabbiati con te per più di cinque minuti, perché sapevi con il sorriso affrontare anche le situazioni più difficili e far trovare anche agli altri il lato positivo delle cose». Anti, che è cresciuto nella frazione veronese in cui abita ancora la sua famiglia e da un po’ risiedeva a Pescantina, è morto mentre stava scendendo in sella alla sua moto da Cerro. Si è scontrato con un’auto che veniva dalla corsia opposta subendo un colpo che non gli ha lasciato scampo. Un colpo che ha anche gettato nel dolore non solo i genitori e i fratelli ma anche le sue figlie Viola e Margherita, che fanno la quinta elementare e la seconda superiore e vivono con la mamma Mara a San Giorgio in Salici, e Paola, che a Carlo è rimasta vicina negli ultimi anni. Se l’arrivo davanti alla chiesa della salma di Carlo è stato accolto dai labari di quattro sezioni di paracadutisti in congedo, i quali hanno voluto omaggiare in forze il loro ex-commilitone, poi il suo ingresso è stato accompagnato da centinaia di persone. I parenti e gli amici che hanno voluto salutarlo per l’ultima volta erano così tanti che il tempio non era in grado di contenerli. In varie decine, infatti, sono dovuti rimanere fuori. La celebrazione si è aperta con un gesto di vicinanza fatto dai compagni di classe di Viola: ognuno ha portato sull’altare un girasole, per dare il segno di quanto l’unità e l’amicizia possano aiutare anche in momenti terribili come quelli che sta vivendo la loro amica. Lei, assieme alla sorella, ha poi voluto far sapere a tutti quello che provava per il suo papà. Loro due non se la sono sentita di parlare davanti a tutti, e non ce l’ha fatta neanche don Antonio. Il sacerdote amico di famiglia che aveva parlato fra le lacrime della morte di Carlo e che aveva paragonato la sua risurrezione a quella che vivrà la cattedrale di Notre Dame de Paris. A incaricarsi di leggere i pensieri di Viola e Margherita è stato il parroco don Paolo Dal Fior che ha citato ricordi di un’intimità familiare dolcissima, come quelli dei giochi che il papà si lasciava fare sulla testa dalle figlie, e lodi a una persona ottimista «che riusciva a far sentire importanti gli altri». Appassionato di arte, musica e cultura, Anti faceva il restauratore e sapeva creare partendo dagli oggetti. Riusciva a farsi amare e la tanta gente al funerale - un rito lontano dalla retorica - lo ha confermato. La cerimonia è stata vissuta da tutti con un dolore fortissimo, ma dignitoso di fronte a una morte improvvisa, sempre difficile da comprendere. •

Luca Fiorin
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1
Elezioni-2019 Europee Amministrative
giro2019 giro2019

Sondaggio

Sboarina e Salvini vogliono chiudere i cannabis store legali. Siete d'accordo?
ok

Sport