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28.12.2019

«In cinque anni discariche esaurite»

Il macchinario della Serit per lo smaltimento e la trasformazione della plastica
Il macchinario della Serit per lo smaltimento e la trasformazione della plastica

Il Consorzio di bacino Verona due del Quadrilatero chiude i conti del 2018, relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani per 46 Comuni e una popolazione di 355.771 abitanti, con un volume d’affari di 44 milioni e 770.624 euro. Ma soprattutto, dopo un primo momento in cui pareva destinato a sparire per l’entrata in scena dei Consigli di bacino, è più vivo che mai e si appresta a diventare a tutti gli effetti il braccio operativo del Consiglio di bacino Verona Nord, le cui politiche sul rifiuto si allargano a 58 Comuni, da Valpolicella e Lessinia a lago di Garda e Bassa per un totale di 420mila abitanti. Una scelta strategica dettata pure dall’urgenza, avvisa il presidente del Verona Nord Gianluigi Mazzi, sindaco di Sona: «Il tempo stringe, tra cinque anni non sapremo più dove mettere i rifiuti. E il problema riguarda non solo noi, ma tutto il Veronese». Conferma il direttore del Consorzio Verona due e del Consiglio Verona nord, Thomas Pandian, che spinge verso una maggiore consapevolezza dei cittadini-utenti. «Dobbiamo cercare di produrre meno rifiuti, in pratica di buttare via meno e di riutilizzare» sottolinea, «solo così avremo vantaggi economici e ambientali». STRATEGIE. Lunga vita al Consorzio Verona due, dunque. «Ha i conti in ordine, è una realtà solida e con tutte le professionalità che ci servono per diventare più autonomi» dichiara Mazzi. «Per questo, spogliato di alcune attività e riformato, sarà il nostro partner tecnico per arrivare agli obiettivi che ci siamo prefissati, a partire dalla gestione diretta dell’intera filiera del rifiuto». La decisione sarebbe figlia, insomma, della volontà dei 58 Comuni di avviarsi verso l’affidamento in house del servizio integrato dei rifiuti. «Al Consiglio competono gli indirizzi e l’organizzazione generale, al Verona Due la parte esecutiva per cui dovrà strutturarsi al meglio, arrivando magari ad acquisire impianti». La questione non è secondaria, per il Verona Nord: è l’unico dei tre consigli di bacino veronesi, infatti, a non possedere né discariche né impianti per il trattamento. «Questo nostro punto debole ci sta spingendo a lavorare sulla logica in house e sul coinvolgimento di chi da anni, come il Consorzio Verona Due, lavora molto bene sul territorio» continua Mazzi. PASSAGGI. In questo periodo di transizione il Consorzio Verona due gestirà gli smaltimenti per tutti e 58 i Comuni del bacino, «in modo da semplificare le attività, garantire economie di scala e mantenere viva una realtà economica che potrebbe gestire in modo diretto e autonomo gli smaltimenti facendo pure investimenti impiantistici» continua Mazzi. Dunque, il Consiglio ha in mente di sfruttare il Consorzio al massimo. Unendo alle competenze, per il prossimo futuro, la tecnologia. Intanto all’ultima gara indetta per affidare il servizio di raccolta e trasporto si è presentata solo Serit, alla quale è stato applicato un contratto ponte di 18 mesi unito alla richiesta di miglioramenti in ambito sia tecnico sia comunicativo. APPELLO. «È giunto il momento delle scelte», avvisa Mazzi. «La politica deve discutere seriamente dei temi ambientali legati alla gestione dei rifiuti e attorno al tavolo devono sedersi tutti gli attori, dagli enti ai cittadini, dai comitati agli esperti. Vanno prese delle decisioni e vanno prese in fretta». Invoca il dialogo con gli altri consigli di bacino, il Verona città e il Verona sud. «Dobbiamo ragionare insieme sul da farsi, anche perché la Regione stessa ci chiede di collaborare per la parte impiantistica di Ca’ del Bue e della discarica di Torretta a Legnago». •

Camilla Madinelli
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