CHIUDI
CHIUDI

30.01.2020

Il Rugby club «placca» il bullismo

I giovani atleti del mini-rugby del club Valpolicella
I giovani atleti del mini-rugby del club Valpolicella

Psicologi, psicoterapeuti e counselor a fianco di atleti e genitori, nella sede del Valpolicella Rugby a San Pietro in Cariano. Per prevenire comportamenti a rischio e il bullismo, scongiurare tra i giovanissimi l’abuso di droghe, favorire l’inclusione e il reinserimento sociale, gestire l’emotività in modo sano. Sono attivi ogni martedì e giovedì pomeriggio su richiesta, gli sportelli di ascolto a supporto sia dei giocatori del club sportivo, dai più piccoli del Minirugby alla prima squadra per un totale di circa 250 atleti, sia dei loro genitori che abbiano necessità di un appoggio o consiglio qualificato. Un modo concreto, per il club sportivo presieduto da Sergio Ruzzenente, di essere vicino a bambini e ragazzi nel periodo delicato della crescita, ma anche di stare nella comunità, proponendo punti di riferimento e valori. Gli sportelli, infatti, fanno parte di un ampio progetto sociale del Rugby Club Valpolicella che comprende anche iniziative aperte a tutti e volte a sensibilizzare su temi come il bullismo, il cyberbullismo e le dipendenze. «Noi pensiamo prima di tutto ai nostri bambini, ragazzi e adolescenti perché sono quelli che conosciamo meglio e che seguiamo nelle attività sportive», spiega Ruzzenente. «Poi siamo pronti a mettere in rete iniziative e team di esperti a beneficio dell’intera comunità». Aggiunge il direttore sportivo Marco Previato: «Da tempo siamo attenti al percorso di crescita dei nostri atleti a 360 gradi». Gli sportelli di ascolto e supporto nella sede del Club sono organizzati e supervisionati dalla psicologa Giuliana Guadagnini e dalla psicoterapeuta esperta in disturbi dell’apprendimento Elena Franco con il contributo del counselor Marco Guadagnini e della psicologa nonché allenatrice Paola Lia. «Lo sportello supporto famiglia è riservato ai genitori dei piccoli e delle categorie giovanili», spiega Guadagnini. «A partire dai 13 anni sarà possibile per i ragazzi parlare in via riservata e diretta per affrontare un disagio, un problema». Lo sportello prima squadra è seguito dalla Guadagnini con la psicologa Giada Zoccatelli. Ma non è tutto qui. «Per i giovani la Valpolicella è carente di luoghi di aggregazione e riferimento» continua Guadagnini. «Invece sono sempre maggiori le sfide educative e i pericoli della società odierna». La psicologa pone l’attenzione sul progetto sociale «che coinvolge a cascata l’intera comunità nell’approfondimento di tematiche come il rapporto tra psiche e sport, sostanze stupefacenti, bullismo. Un’indagine Istat del 2014 ha rilevato che un ragazzo su due, tra gli 11 e i 17 anni, ha subito almeno un episodio offensivo, non rispettoso o violento da parte di coetaneo. E il bullismo ora si è evoluto in cyberbullismo». A questi sportelli di ascolto del Rugby club, Telearena dedica la puntata di oggi di «Sei a casa», la trasmissione condotta da Angela Booloni. Appuntamento oggi alle 18.50 e, in replica, domattina alle 11. •

Camilla Madinelli
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Necrologie