Il più votato in paese «E non ho parenti»

Giuseppe Bonazzi, vicesindaco di Fumane
Giuseppe Bonazzi, vicesindaco di Fumane

La rubrica Numeri Due prosegue con Giuseppe Bonazzi, vicesindaco di Fumane. Originario di Sant’Ambrogio, però. «Eravamo dei mezzadri. Sèmo istésso del posto». La facoltosa Valpolicella! «A Fumane, ristrutturai un rustico assieme a mia moglie perché disponevamo di due stipendi. Sennò...». Quanti sono, piuttosto, i bisognosi? «Una dozzina di famiglie. Prima del virus, erano la metà. Siamo 4.200 abitanti. Tegnèmo bòta». Nel 2019, fu il più votato. «Del paese: 163 preferenze. Senza parenti nelle vicinanze». Cioè, il numero uno. «Eppure, in Giunta comunale, sempre il numero due. Oggi, di Daniele Zivelonghi». La prima volta? «Nel 2009, il sindaco era Domenico Bianchi. Era, anche, la prima volta che amministravo». Nel 2014? «El popolo ne parò a casa. Mèjo i zoeni dei vèci». Non siete più indispensabili all’attività produttiva… «Quand’ero ai Lavori pubblici, seguivo quotidianamente i cantieri». Appunto, un altro pensionato aggrappato alla rete. «Progettammo, finanziammo e realizzammo opere per cinque milioni di euro. Siamo utili, quantomeno». Mejo sponsàr che far el músso. «Nel 2019, lo stesso popolo del 2014 ci riportò in municipio. Così, mi dò daffare ancora per gli altri. All’Ambiente, stavolta. Quell’Ambiente che ci ha messo la mascherina. «Ogni sua reazione è uguale e contraria ad ogni nostra azione». Ha firmato dei documenti? «Qualche lettera agli enti. E un trattamento sanitario obbligatorio, durante il primo lockdown. Il virus non c’entrava». Soltanto Zivelonghi può provvedere alla salute dei propri cittadini. «Siccome il sindaco non c’era, controllai e ricontrollai l’incartamento. Si amministra con l’autorevolezza, non d’autorità». Ha indossato il Tricolore? «A Fumane, mai». Sarìa ànca ora! «Sarià merità!». Per un momento, almeno. «Non allungherò il braccio per prendere la fascia». Zivelonghi: Bonazzi, sindaco! «Sì, potrebbe. E’ il migliore dei vicesindaci!». Finchè non si candida per davvero… Bonazzi? «Dipendesse da me…». Zivelonghi è soltanto al primo mandato. «Resterò di guardia. A naja, ero uno dei fanti al fronte tra Friuli Venezia Giulia e l’ex Jugoslavia». Grado? «Sottufficiale». Sempre secondo, eh? «C’era una lista di mille candidati. Mi selezionarono tra i primi - i primi, dico - dieci». Non fu il primo, comunque. Già al tempo senza il Tricolore. «In compenso, mi assegnarono alla caserma che preferii, proprio per il grado». Lavorò per se stesso. «La naja era la naja». Ha appeso la bandiera al balcone? «No, perché il Tricolore non avrebbe spaventato il virus. Il contrario, caso mai. Difatti… l’Ambiente». Sindaco: si vaccinerà? «Sì». Bonazzi? «Sì. Non c’è alternativa». Andrà tutto bene? «I morti saranno 100 mila». •

Stefano Caniato
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