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31.12.2019

Il calendario racconta i tempi vissuti dalle donne di ieri

«Ma che vita ala fato me mama? L’era na bela dona, ma come tute le done sottomessa a l’omo le metea al mondo tanti fioi e le fameie le dentaa grosse de numero e de bisogni». Che vita hanno fatto le donne fino allo scorso secolo? Da questa domanda ha avuto origine quest’anno «El Lunario de la Valpolesela 2020», noto calendario in dialetto, con i disegni degli alunni delle medie di Fumane, coordinati dalla professoressa Giuseppina Albrigi che ebbe, 20 anni fa, l’idea di creare questo strumento di valorizzazione della cultura e lingua popolare. «Nel 2000, io e la collega Luisa Russo pensammo al lunario per promuovere e valorizzazione la cultura popolare, coinvolgendo i nostri alunni che hanno l’opportunità, oltre che di raffigurare i mesi dell’anno, anche di incontrare e intervistare gli anziani, fonti di saggezza popolare e di storie, avvicinandoci così a luoghi come le case per anziani di Valgatara o Negrar», racconta Albrigi. Il lunario, patrocinato dalla Provincia e finanziato da Valpolicella Benaco Banca e tipografia Grafical, ha anche lo scopo di raccogliere fondi per le associazioni del territorio. Il tema del lunario 2020 è, dunque, la donna: protagonista della società contadina preindustriale, perno della vita familiare e pilastro della comunità. «Quali e quante mansioni e responsabilità gravavano sulle spalle delle donne? Scorrendo il nostro lunario, ripercorriamo i momenti della vita della donna, da bambina a giovane, da sposata e madre a suocera e il carico di doveri e incombenze che il governo della casa patriarcale le imponeva», spiega Albrigi. «Il nostro consiglio è di non fermarsi all’aspetto del sacrificio, ma di riflettere sul tesoro di sensibilità, saggezza e abilità relazionale che le testimonianze ci consegnano. Ci dovrebbero essere memoria e conoscenza maggiori del nostro passato per esserlo del ruolo che ha la donna oggi nella società». La componente linguistica del lunario è importante quanto quella figurativa: nomi dei giorni della settimane e santi, proverbi e modi di dire sono in dialetto. •

A.C.
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