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11.05.2019

I campanelli di allarme delle malattie reumatiche

Il dottor Antonio Marchetta
Il dottor Antonio Marchetta

Quali sono i campanelli d’allarme delle malattie reumatiche, ossia i sintomi specifici che devono allertare soprattutto il medico di medicina generale a cui il paziente di solito si presenta in prima battuta? Le malattie reumatiche sono tra le patologie più diffuse - le stime dicono che ne sono affetti 5 milioni di italiani - ma anche tra le più complesse da diagnosticare. Eppure i segnali ci sono, per arrivare alla diagnosi in tempi efficaci. Se ne parla oggi, nel dodicesimo «Seminario di reumatologia in Valpolicella» promosso all’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar nel tradizionale appuntamento primaverile organizzato dal dottor Antonio Marchetta, responsabile del servizio ospedaliero di Reumatologia, e rivolto principalmente ai medici di famiglia. Specialisti dell’ospedale negrarese, ma anche degli ospedali di Verona, Brescia, Mantova e Trento, si soffermeranno in particolare su alcune malattie reumatiche: l’artrite psoriasica, che può essere presente anche senza manifestarsi a livello cutaneo con la psoriasi, spondiloartrite, sclerodermia e gotta. «Il seminario tratterà anche del ruolo importante nella diagnosi precoce e nel “follow up” delle artriti croniche dell’ecografia osteoarticolare per la quale il Centro di Negrar ha attivato da tempo un servizio dedicato», anticipa il dottor Marchetta. «Ma soprattutto sarà presentata la nostra esperienza a Reumatologia sull’utilizzo dei farmaci biologici e dei loro biosimilari, farmaci che hanno radicalmente cambiato la vita dei pazienti consentendo periodi di remissione della malattia anche di molti anni». Tra i farmaci più innovativi di cui parla il primario negrarese vi sono le «piccole molecole»: si tratta, spiega l’ospedale in una nota, di «proteine che agiscono a livello intracellulare con meccanismi completamente diversi dai farmaci biologici e proprio per questo rappresentano delle nuove opportunità terapeutiche per i pazienti che non hanno risposto al trattamento con i biologici. Inoltre, a differenza degli altri, sono assumibili per via orale».

C.M.
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