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01.10.2019

Grotta, trovato il pasto di 50mila anni fa

La campagna di ricerca archeologica nella Grotta di Fumane è terminata pochi giorni fa, dopo oltre un mese e mezzo di presenza continua sul sito archeologico. Il bilancio è più che positivo. «Abbiamo esplorato un livello di frequentazione neandertaliana risalente a 50mila anni fa, riportando alla luce focolari, resti di pasto, manufatti in pietra scheggiata e soprattutto due artigli d’aquila, sottoposti a uno studio tafonomico, nella speranza di rilevare tracce di natura antropica» spiega Marco Peresani dell’Università di Ferrara, che da oltre vent’anni conduce gli scavi. Anche quest’anno il protocollo di scavo si è attenuto alla massima prudenza nel campionamento di sedimenti per la ricerca di Dna umano, strumenti litici per le analisi dei micro-residui, blocchi di sedimento per le analisi al microscopio. Le sorprese non tarderanno a venire, grazie agli studi che seguiranno. Gli scavi sono stati condotti in collaborazione con la Sezione di preistoria del Muse, rappresentata da Rossella Duches, vi hanno preso parte studenti delle università di Ferrara e di Verona e hanno anche visto la partecipazione di uno studente dell’Università di Tenerife, interessato allo studio di focolari. Numerosi sono stati i visitatori accolti, molto soddisfatti di essere guidati al sito in compagnia degli archeologi. La Grotta di Fumane è stata inserita in un percorso organizzato da un Touroperator di Torino che ha toccato siti paleolitici del Veneto e la Grotta di Fumane, è stata al top degli apprezzamenti. La ricerca non si limita allo scavo, ma continua nei laboratori di Ferrara, d’Italia e d’Europa. «A fine anno stilerò un bilancio. Molti articoli sono stati pubblicati recentemente su riviste internazionali, non dimenticando che alcuni contributi relativi a Grotta di Fumane sono stati presentati all’ultimo congresso della European society for the study of human evolution tenutosi a Liegi dal 19 al 21 settembre» continua Peresani, «anche nel corso di questa campagna di scavo non sono mancate occasioni di discussione scientifica con gli studenti e i vari colleghi che ci hanno onorato della loro visita». E aggiunge: «Apprezzatissimo da parte mia e dei miei collaboratori è stato il supporto del tessuto istituzionale, imprenditoriale e sociale, da parte di amici e conoscenti che ci hanno accolto con sempre più crescente entusiasmo». Dall’ultima versione del banner affisso all’esterno della grotta, il sito è sempre più integrato in progetti internazionali di grande respiro, finanziati dall’European research council, grazie ai quali è possibile condurre diverse analisi, attivare contratti per i collaboratori e disporre di specifiche e rare expertise. Inoltre, la rete delle collaborazioni internazionali si è infittita con l’integrazione di nuovi centri di ricerca australiani, francesi e belgi e potrebbero essercene altri ancora. Tutto questo patrimonio di saperi ed esperienze è stato condensato anche nel «book» di Fumane. •

G.G.
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