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04.11.2019

Conchiglie di ocra degli antenati

Uomini e credenze tra scienza e archeologia. Su «Veleni e magiche pozioni, grandi storie di cure e delitti» si articola la mostra di Este, Museo Nazionale Atestino, visitabile fino al 2 febbraio. «L’esposizione, progettata dalla direttrice del museo Federica Gonzato in collaborazione con l’Università di Ferrara, offre anche un insieme di reperti paleolitici provenienti dagli scavi archeologici, tra cui la Grotta di Fumane», spiega Marco Peresani, che da più di 25 anni cura gli scavi nel sito archeologico fumanese. «La linea sottile tra ciò che può curare e ciò che può uccidere raccontata nella mostra proietta i visitatori indietro nel tempo, tra cure e simbolismi noti fin dai tempi del Paleolitico». L’ocra, un pigmento naturale ricavato da minerali ferrosi, era abbondantemente usato dai cacciatori-raccoglitori per scopi funzionali e simbolici. Ne sono testimonianza le conchiglie dipinte provenienti dalla Grotta di Fumane. Al tempo infatti l’ocra aveva sicuramente un valore simbolico.

G.G.
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