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15.03.2018

Catia la staffetta partigiana dalla Valpolicella al Baldo

Anna Maria Pozzani (Catia) e Vittorio Ugolini (Carlo)
Anna Maria Pozzani (Catia) e Vittorio Ugolini (Carlo)

Si è spenta all’età di 93 anni, la «staffetta partigiana» del battaglione Aquila, Anna Maria Pozzani (Catia). Viveva a Fumane dove sabato alle 10, nella chiesa parrocchiale, si svolgeranno i funerali.. Era un personaggio di spessore nel panorama storico della Valpolicella, amata, rispettata, sempre presente nelle ricorrenze, testimone in molti video interviste a raccontare come si è ritrovata a portare messaggi scottanti in sella alla sua bicicletta. Il suo compito era, infatti, quello di trasmettere i messaggi dei partigiani di Fumane, che le venivano dati oralmente di notte, alla famiglia Marchesini, punto di riferimento per le truppe partigiane stanziate sul Monte Baldo; compito che svolse senza timore, pur nel pericolo. A quel tempo Anna era maestra nella piccola frazione fumanese di Manune di una pluriclasse che trovava posto in una casa comune; così, con la scusa di andare dai suoi genitori, poteva trasportare e consegnare importanti messaggi alla formazione del Baldo, come l’avviso urgente dell’insurrezione del 25 aprile ’45. Il battaglione Aquila era comandato da Tarcisio Benetti, che poi seguì la carriera militare, e da Vittorio Ugolini, che poi diventò il marito di Anna. Negli ultimi tempi Pozzani portava la sua testimonianza nelle scuole durante le conferenze. Molti sono i documentari e i filmati realizzati dall’associazione Documenta, presieduta da Flavia Ugolini, figlia di Anna, che la ricordano e la riportano. «Con la morte di Anna se ne va l’ultima testimone delle conquiste democratiche legate al sogno della resistenza. La pace e la democrazia italiana è dovuta a donne e uomini come lei che hanno saputo e voluto rischiare la vita per il futuro», dice il sindaco di Fumane, Mirco Frapporti, che ha inviato un telegramma a nome di tutta l’amministrazione comunale alle due figlie di Anna, Flavia ed Elena, «Ricordo una sua dichiarazione in ricorrenza del 27 aprile, data della liberazione fumanese: esaltava il ruolo delle donne come madri di tutti, di chi era al fronte e di chi lottava per la libertà». •

Giancarla Gallo
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