La prima serata

Festival biblico a Negrar e in arrivo una casa famiglia «Papa Giovanni XXIII»

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Vescovo Zenti a Negrar (Madinelli)

Negrar debutta nel Festival Biblico 2021 accompagnato per mano dal vescovo di Verona, monsignor Giuseppe Zenti. Ieri sera nel teatro verde di Villa Rizzardi, infatti, in località Pojega di Negrar, c'era anche Zenti tra il pubblico numeroso arrivato per ascoltare padre Marco Ivan Rupnik, mosaicista e teologo, insieme ai coniugi Monica Zanni e Luca Ghini di una casa famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII sulle colline dell'entroterra di Riccione. Era assente per motivi di salute, infatti, l'atteso Paolo Ramonda.

A breve anche a Negrar, in un piano della canonica interamente ristrutturata, prenderà vita una casa famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII voluta dalla parrocchia per dare prova e testimonianza di cosa significhi accoglienza, inclusione e fraternità, ossia i temi su cui il Festival si confronta quest'anno. «La Papa Giovanni merita di avere sempre le porte spalancate e sono contento che arrivi a Negrar», ha detto monsignor Zenti nel suo saluto iniziale. In platea, oltre al vescovo di Verona, nelle prime file c'erano anche don Martino Signoretto responsabile dell'edizione veronese del Festival Biblico (che si svolge anche a Vicenza, Padova, Rovigo, Vittorio Veneto e Treviso), il parroco di Negrar don Luca Masin e il curato don Luca Zamboni, il sindaco di Negrar di Valpolicella Roberto Grison.

Dietro le quinte invece, ingaggiato come fonico per la serata, don Marco Accordini, il giovane prete di Bussolengo che ha combattuto e vinto il Covid: tutti per lui i calorosi applausi finali. «Per strada, fuori casa, in parrocchia mi salutano tutti» sottolinea don Marco, un po' sorpreso da tanta popolarità. «È strano, ma bello. Non c'è posto in cui vada in cui non senta l'affetto delle persone che hanno seguito la mia vicenda e pregato per me».

 

Festival biblico a Negrar (Madinelli)

Camilla Madinelli

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