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20.11.2019

Enry Lombardo,
cooking show
per il Valpolicella

Dai fornelli de La Prova del Cuoco a Negrar di Valpolicella, nella bottaia d’autore di Cantina Valpolicella Negrar.

Lo chef Erny Lombardo, di casa alla storica trasmissione della Rai, ha dato spettacolo insieme al sous chef Giorgio Giambelli ieri sera, 18 novembre, durante uno show cooking organizzato dalla cantina negrarese nell’ambito di una lunga giornata dedicata alla cooperazione e alle tecniche di appassimento in Italia ed Europa. Lombardo ha preparato un risotto Zucca e Amarone, spiegando ai commensali-spettatori i passaggi salienti nella preparazione del piatto, dalla scelte della pentola al mescolamento, fino all’ordine d’inserimento degli ingredienti.

«Ogni passaggio segue regole precise, cambiandole cambia pure il risultato», ha detto. Dopo il risotto, il dolce: una riduzione di frutti rossi con fonduta al cioccolato, a cui molti non hanno saputo resistere.

 

QUATTRO MASTERCLASS

L’intera giornata di “open day” in cantina ha compreso, dalle 12.30 alle 20.30, quattro masterclass molto partecipate dedicate rispettivamente ai vini della Romagna, all’Amarone, ai vini francesi di Bordeaux e a quelli andalusi come lo sherry. Sono andati a ruba i posti soprattutto dedicati al re della Valpolicella nella masterclass “La vera storia dell’Amarone”, durante la quale è avvenuta la degustazione di cinque annate storiche (nell’arco temporale di 20 anni) di Amarone Vigneti di Jago Domìni Veneti raccontate da Daniele Accordini, enologo della cantina di Negrar, e presentate dal giornalista danese Thomas Ilkjaer, autore della più importante guida ai vini italiani nei paesi del Nord Europa.

«La tradizione deve essere mantenuta», afferma Accordini, «ma la svolta fondamentale in Valpolicella è stato il cambiamento: quando, con l’impiego della tecnologia, i vini sono stati resi più morbidi e competitivi”».

Spiega Ilkjaer: «Fin da quando iniziai a interessarmi ai vini italiani, negli anni Novanta, ho riservato all’Amarone un’attenzione particolare perché mi dava l’idea di un vino speciale e lussurioso. Ricordo la sensazione di bere qualcosa di nuovo, fuori dal normale». E come sono cambiati i gusti dei consumatori danesi, nell’ultimo ventennio? «C’è stata nel tempo una loro evoluzione del gusto in direzione “gusto curioso”», risponde Ilkjaer. «Oggi preferiscono provare tanti vini diversi: dai più leggeri con freschezza e acidità alta, ai vini naturali a quelli ricchi e pieni di dolcezza. E dopo uno o due anni cercano di nuovo vini diversi».

Camilla Madinelli
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