Doppio ordinamento: fermi a Sant’Ambrogio, Domegliara funziona

Sant’Ambrogio no, Domegliara sì. Anche il giorno della settimana fa la differenza in questa situazione sanitaria emergenziale. Si tratta delle giornate in cui si svolgono gli storici mercati della provincia, che cadenzano la vita quotidiana dei paesi: momenti dedicati agli acquisti ma anche alla socializzazione per i cittadini. Quello del capoluogo, domenica scorsa, non è stato allestito. Motivo: rientra nei divieti imposti dall’ordinanza regionale del presidente Luca Zaia, entrata in vigore la scorsa settimana, e che dichiara la chiusura obbligata nei giorni festivi di tutti i negozi, al chiuso o in area pubblica, quindi anche dei mercati, fatta eccezione per farmacie, parafarmacie, supermercati, tabacchi ed edicole. Il mercato di Domegliara invece si svolge di mercoledì, dunque in un giorno in cui il rischi assembramenti del weekend non c’è. Domani dunque, trattandosi di novembre, essendo un giorno feriale, il mercato si svolgerà regolarmente «salvo diverse disposizioni», tiene a precisare il sindaco ambrosiano Roberto Albino Zorzi che, in collaborazione con agli uffici comunali tra cui il personale del corpo intercomunale di Polizia locale sant’Ambrogio e Dolcè e l’ufficio commercio, ha predisposto il piano con ingressi e uscite separate per accedere in piazza Unità d’Italia dove si tiene il mercato, di fronte alla scuola primaria Tenente Massa. Volontari della protezione civile comunale con gli agenti di polizia locale sorveglieranno i varchi di accesso. «Il mercato di mercoledì è programmato salvo diverso protocollo di sicurezza statale o regionale», prosegue il primo cittadino. Lo stesso piano Zorzi lo aveva predisposto, sempre con il fondamentale supporto degli uffici comunali, per il mercato domenicale di Sant’Ambrogio, ma poi ha dovuto compiere un passo indietro a fronte dell’ordinanza regionale per ridurre i contagi. «Mi auguro che tutti i nostri concittadini», conclude il sindaco Zorzi, «continuino a rispettare le regole, dalla mascherina al distanziamento sociale oltre alle altre inserite nei protocolli di sicurezza, per uscirne il prima possibile».

M.U