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20.04.2019

Dolore per la morte di Giammichele «il buono»

Il mezzo agricolo con l’autobotte con il quale l’agricoltore Pedrini ha perso la vita giovedì
Il mezzo agricolo con l’autobotte con il quale l’agricoltore Pedrini ha perso la vita giovedì

Era buono, Gianmichele. Riservato e senza grilli per la testa. Amava la vita semplice e la conduceva dedicandosi al lavoro di agricoltore e allevatore di mucche nell’azienda che portava il suo nome, Gianmichele Pedrini, a Spiazzo di Sant’Anna d’Alfaedo. Quarantaquattro anni, celibe, senza figli, Pedrini, giovedì 18, sulla stradina che collega Spiazzo a Molina di Fumane, è rimasto vittima di un incidente mentre faceva ciò che sapeva fare bene, tutti i giorni e da tempo: il suo lavoro. «Un dramma, la sua morte per la nostra piccola comunità, dove ci conosciamo tutti», dice il sindaco di Sant’Anna, Raffaello Campostrini. «Conduceva una vita piuttosto solitaria, ma era conosciuto da tutti come un ragazzo buono». Anche a Prun, nella parte alta di Negrar, alcuni ne ricordano la mitezza d’animo. «La sua perdita ci lascia sgomenti», prosegue il sindaco, «e con così tante morti sul lavoro, quella di Gianmichele riapre una piaga che fa molto male». Per cause da accertare, giovedì Pedrini è caduto, oppure è sceso volontariamente dal trattore che trainava una botte carica di liquame ed è stato travolto dal pesante rimorchio, in discesa, riportando ferite da schiacciamento così gravi da non lasciargli scampo. Era figlio unico ed era nato a San Giovanni Lupatoto, cittadina popolosa rispetto ai luoghi delle sue origini a cui era tanto legato. Infatti era cresciuto amando la Lessinia e vivendo tra le sue dolci colline. «Amava la sua terra», ricorda un amico. Gianmichele aveva perso il padre un paio d’anni fa e viveva con la madre ottantenne a Spiazzo, contrada di Sant’Anna, nella parrocchia di Cerna, da dove proviene la sua famiglia. Sarà proprio nella chiesa di Cerna che sarà celebrato il funerale del giovane agricoltore e allevatore, non appena sarà dato il nulla osta dal magistrato e dopo le feste pasquali. La cerimonia potrebbe essere il 23 «ma sulla data ancora non c’è certezza», dice il coordinatore dell’Unità pastorale della Lessinia Occidentale, don Dario Adami. «Giamichele veniva in parrocchia e anche a messa, compatibilmente con l’attività che lo impegnava tanto, soprattutto l’allevamento e la mungitura», continua don Adami. «Era quel che si dice “un ragazzo di una volta”, rimasto in famiglia e mai sposato, dedito ai suoi animali e ai campi». Il pensiero ora va alla mamma di Gianmichele che rimane da sola e ha difficoltà di movimento. Il sindaco Campostrini promette: «Le saremo vicini, come comunità e come Comune, attivandoci affinché non si senta abbandonata o non si trovi in difficoltà». •

Camilla Madinelli
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