CHIUDI
CHIUDI

23.03.2019

Crescono i tumori al seno ma l’88% guarisce

La dottoressa Stefania Gori presidente nazionale dell’Aiom, l’Associazione di oncologia medica
La dottoressa Stefania Gori presidente nazionale dell’Aiom, l’Associazione di oncologia medica

I test del Dna sono la nuova frontiera per combattere un tumore, quello al seno, che è diventato il più frequente in Veneto: per rendere l'idea, lo scorso anno sono stati stimati 4.750 nuovi casi, il 9 per cento in più rispetto al 2008. Le armi a disposizioni per combatterlo sono tante, dalla chemioterapia all’ormonoterapia, alle terapie mirate fino all’immunoterapia. Ma nuove e importanti prospettive per personalizzare i trattamenti le stanno aprendo gli esami genomici che analizzano il Dna del tumore con l’obiettivo di capirne l’aggressività. Questi test possono supportare l’oncologo nella personalizzazione delle terapie nelle donne con carcinoma mammario in fase iniziale, tenendo presente che nell’88 per cento dei casi sono vive dopo cinque anni. «Studi scientifici hanno dimostrato che consentono una forte diminuzione dell’utilizzo non utile della chemioterapia, risparmiando quindi in alcune pazienti i relativi effetti collaterali», spiega Stefania Gori, presidente nazionale dell’Aiom, l’Associazione italiana di oncologia medica, e direttore dell’Oncologia medica dell’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar. Gori è intervenuta ieri mattina a Ospedaletto di Pescantina al convegno «Carcinoma mammario: quali novità per il 2019?», un’occasione di confronto tra esperti per fare il punto sui trattamenti innovativi e sulle sfide da affrontare per vincere la malattia. Si parte da un dato di fatto: l’aumento del tumore al seno che, in Veneto, ha scalzato dal primo posto quello al colon-retto (4.300 nel 2018, erano 4.500 nel 2017) e del polmone (3.250 casi, erano 3.400 l’anno precedente). «Ma l’incremento delle diagnosi di carcinoma della mammella non va letto in termini negativi», sottolinea Gori. «Il dato è dovuto non solo al progressivo invecchiamento della popolazione ma anche all’implementazione dei programmi di screening mammografico, che consentono di individuare un grande numero di casi in fase iniziale, quando le possibilità di guarigione sono alte. Nel 2009, si è raggiunta l’attivazione dello screening in tutto il territorio. Il Veneto infatti fa registrare un tasso di adesione alla mammografia superiore alla media nazionale, con un netto miglioramento della sopravvivenza a cinque anni». I test genomici sono la nuova frontiera nella lotta al tumore al seno. «Vengono effettuati su un campione di tumore prelevato durante l’intervento chirurgico», spiega Gori, «forniscono informazioni aggiuntive sull’aggressività della malattia e possono aiutare il medico a decidere in quali casi la chemioterapia sia indicata e quando possa invece essere evitata. In alcuni tipi di tumore della mammella, il 15-20 per cento del totale, una proteina, Her2, è presente in quantità eccessiva e causa quindi una crescita rapida e incontrollata delle cellule malate. Dal punto di vista biologico, è una delle forme più aggressive e, in passato, non essendoci armi disponibili, queste pazienti presentavano la prognosi peggiore. Oggi invece, grazie a terapie mirate, è cambiato radicalmente il decorso clinico». In Italia, i test genomici sono poco utilizzati rispetto ad altri Paesi europei, soprattutto perché non sono ancora inseriti nei Lea, i Livelli essenziali di assistenza. «In realtà», continua la presidente dell’Aiom, «sono stati inclusi nelle raccomandazioni delle principali linee guida internazionali e dovrebbe esserne riconosciuta la rimborsabilità anche nel nostro Paese. È molto importante che gli oncologi conoscano la metodologia degli studi clinici e siano «addestrati» a utilizzare queste conoscenze sia nella lettura dei lavori scientifici pubblicati che nell’applicazione delle linee guida nella pratica clinica quotidiana. E questo convegno, giunto alla sua nona edizione, ha proprio l’obiettivo di trasmettere questi strumenti». •

F.L.
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1