Con «Profumi e sapori»
l’orto entra in classe

Un’esperienza di orto in classe, a San Pietro parte un progetto
Un’esperienza di orto in classe, a San Pietro parte un progetto
Un’esperienza di orto in classe, a San Pietro parte un progetto
Un’esperienza di orto in classe, a San Pietro parte un progetto

Fare l’orto a scuola insegna ad amare la natura, a capirne i meccanismi, a rispettarla, insomma è educazione ambientale. Su questo punta il progetto «Profumi e sapori, sinergie tra bambini e natura», nel quale saranno impegnate 25 classi delle elementari, cioè qualcosa come 500 piccoli giardinieri che, con stivaletti e attrezzi adatti alle loro dimensioni, esploreranno la terra, pianteranno semi e raccoglieranno ortaggi da gustare.

Il progetto di orticoltura e giardinaggio è stato presentato dall’associazione culturale TerraViva (nata quattro anni fa con l’intento di diffondere la conoscenza di metodi sostenibili e biologici per la coltivazione della terra) e accolto con entusiasmo dall’amministrazione, che ha messo a disposizione il terreno preparato dal personale comunale ed eventualmente delle fioriere. «Nel progetto sono coinvolte anche due classi dell’Istituto Agrario di San Floriano, che fungeranno da tutor per i bambini delle elementari», dice il consigliere all’ecologia Giuseppe Poiesi, «entro San Valentino, data particolare per l’agricoltura nel veronese, si potrebbe cominciare, se non c’è troppo freddo».

Continua così la collaborazione tra comune di San Pietro in Cariano e Terraviva, che nel 2012 ha realizzato un orto condiviso su un terreno concesso a Corrubbio.

«Con questo progetto rivolto ai bambini, ma che coinvolge anche insegnanti e genitori, intendiamo creare sinergie sul territorio per giungere a un cambiamento interiore e profondo nei confronti dell’ambiente e della natura nelle generazioni del futuro», spiega Vittorio Betteloni presidente di TerraViva, «si propone come un’attività nella quale bambine e bambini vengono stimolati ad utilizzare i propri sensi per mettersi in contatto con la natura e ad acquisire comportamenti positivi nei confronti dell’am- biente». Il progetto verrà condotto da esperti di orticoltura biologica sia nell’orto vero e proprio che in aula, con laboratori di conoscenza di materiali ed attrezzi e con incontri con genitori e nonni e le maestre. Sono previsti cinque incontri di un’ora e mezza per classe nell’orto di scuola e tre incontri di due ore ciascuno per gli adulti.

I bambini coltiveranno anche fiori, ma soprattutto ortaggi, cereali e piante aromatiche, e ne conosceranno l’utilizzo.

«L’esperienza dell’orto non si ferma alla coltivazione», continua Betteloni, «ma prosegue con l’assaggio degli ortaggi raccolti, in una festa finale.

Ai bambini verranno insegnate la cura e la preparazione degli ortaggi, crudi o cucinati, per capire e sentire la differenza degli ortaggi comperati al supermercato e quelli coltivati nel proprio orto in modo biologico, senza usare prodotti chimici. Prima di iniziare a coltivare, però, è importante conoscere colori, profumi, forme di piante e fiori o dei piccoli animali della terra, osservare cosa succede nella natura».

I piccoli lavoreranno in gruppo; per ogni classe ci saranno quattro aiuole o delle fioriere per bambini in difficoltà. L’esperimento va poi ripetuto e continuato nel tempo.G.G.