Benedetta la nuova chiesa di Balconi

Il vescovo Giuseppe Zenti nella nuova chiesa di Balconi FOTO PECORA
Il vescovo Giuseppe Zenti nella nuova chiesa di Balconi FOTO PECORA

Il vescovo di Verona, monsignor Giuseppe Zenti, ha benedetto la chiesa di Balconi, progettata dall’architetto Roberto Paoli. «La benedizione», ha spiegato il presule, «non coincide con la consacrazione che avverrà più avanti, quando lungo le pareti saranno inserite 12 croci di pietra e l’altare sarà unto con l’olio d’ulivo. La benedizione vuol già dire che questa è una casa speciale, la casa di Dio in mezzo alla casa degli uomini che partecipano all’Eucarestia settimanale. Questa è casa nostra, appartiene a qualunque categoria sociale, ad una categoria sola quella dei figli di Dio e dunque fratelli, fratelli tutti, come dice papa Francesco». «La chiesa nasce dalla storia del popolo cristiano», ha ribadito don Lorenzo Accordini, il parroco di Balconi dal 2003, che con tenacia ha portato avanti il progetto dal 2004 fino alla conclusione nel 2018. «È la dimora di Dio tra noi, dove la bellezza risplende. Un lavoro lungo cominciato da don Luigi Vicentini, primo parroco, che ha avuto per molti anni, in questa parrocchia, l’aiuto fraterno di don Angelo Orlandi, al quale va il nostro abbraccio». Il vescovo Zenti che ha concelebrato, oltre che con don Lorenzo, con don Gaetano Tortella e monsignor Angelo Messetti, ha posto l’accento sulla festività del Corpus Domini: «Noi chiesa viva, tempio vivo dello Spirito, in questa giornata dedicata al Corpus Domini e alla festa liturgica di san Pietro martire, patrono di Balconi». Una celebrazione, intensamente spirituale, che ha ricordato ad ogni momento la fede e le opere del popolo di Balconi e che è stata solennizzata dal coro Le voci dell’Adige, diretto dal maestro Stefano Bazzoni all’organo Viscount, con Federico Parolini al violino. Molto significative le testimonianze dell’architetto Roberto Paoli, della scultrice Marie-Michèle Poncet e dell’artista Noemi Poffe. «La chiesa era ancora ingombra di materiali e in disordine», ha ricordato il progettista, «ma una signora, entrando per aiutare a fare le pulizie, esclamò: sembra il paradiso..., un’affermazione stupita e semplice che coglieva il senso profondo di questo spazio. Credo, in trent’anni di professione di non aver mai ricevuto un complimento così grande». Allo stupore dell’architetto hanno fatto eco le parole della scultrice Marie-Michèle Poncet che ha realizzato l’altare, il tabernacolo e l’ambone della chiesa e della cappella feriale. «Nel cuore della chiesa si trova l’altare», ha spiegato, «e la presenza dell’altare è quella del corpo di Cristo. Quest’altare è la figura di un corpo. Non deve essere un sasso. Anche noi domandiamo che il nostro cuore di pietra si trasformi in un cuore di carne». Lunga e accurata la ricerca del blocco da cui ricavare l’altare. «L’architetto Roberto Paoli», ha raccontato l’artista francese, «voleva un colore forte, un rosso, al cuore di tutta la bianchezza della chiesa. Abbiamo trovato un blocco di onice che ho visto come il sudario d’un santo martire macchiato dal suo sangue». Le opere di marmo sono state realizzate con la collaborazione della scuola del marmo di Sant’Ambrogio, con il professore Dario Marconi e grazie alla generosità della ditta Antolini. L’artista veronese Noemi Poffe ha realizzato i quadri delle 14 stazioni della via Crucis, «immagini tra storia e contemporaneità». Saluti, alla conclusione, dei rappresenti del Consiglio pastorale Lido Chesini e Francesco Pevarello. «Un segno di rinascita», il commento del sindaco di Pescantina, Davide Quarella. Grande commozione e lacrime di don Lorenzo per il regalo a sorpresa della comunità: un collage di foto con la storia della chiesa nuova. Benedizione del vescovo Zenti al piazzale e alle opere parrocchiali: per Balconi una giornata straordinaria.•.

Lino Cattabianchi

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