«Bene la bonifica, fare subito l’indagine epidemiologica»

La discarica di Ca’ Filissine a PescantinaManuel Brusco
La discarica di Ca’ Filissine a PescantinaManuel Brusco

Prime reazioni dal mondo politico sull’approvazione, definitiva, in sede di Conferenza di servizi, del progetto di bonifica e messa in sicurezza della discarica di Ca’ Filissine. Un cantiere che dovrebbe partire nel 2021, secondo le previsioni del sindaco Davide Quarella, e durare otto anni, salvo riduzioni, senza contare i trent’anni successivi di osservazione del post mortem della discarica. La discarica insomma resterà sempre una sorvegliata speciale. Manuel Brusco, consigliere regionale del M5S, puntualizza: «È una buona notizia che sia stato approvato il progetto definitivo di bonifica della discarica di Ca’ Filissine a Pescantina. Resto però in attesa di leggere il testo del progetto: quello originario era particolarmente carente, per quanto riguarda le misure di tutela dei cittadini, in particolare sul controllo della emissione degli odori, previsto appena una volta ogni sei mesi, sui tempi di attuazione, sui costi e sul coinvolgimento dei cittadini stessi. E resta il nodo imprescindibile dell’analisi epidemiologica, che deve assolutamente essere svolta nel più breve tempo possibile». «Finalmente viene messa da parte l’ipotesi di far dipendere la bonifica dai ricavi del conferimento di 2.700 tonnellate di rifiuti che avrebbe costretto i cittadini a sopportare ancora esalazioni di gas, ma manca un’indagine seria sugli effetti sulla salute. Ora non si perda tempo», puntualizza Brusco. Sulle cifre impegnate in questa operazione di bonifica e messa in sicurezza, Brusco precisa: «La Regione, grazie allo stanziamento statale di 65 milioni, di cui la prima tranche di 19,5 milioni già disponibile, potrà affrontare il lavoro di bonifica attraverso la società partecipata Veneto Acque. Non ci sono perciò ostacoli finanziari e tutto, una volta avviato il procedimento dei bandi e degli affidamenti, dovrebbe seguire un preciso programma. Vanno riconosciuti i meriti di chi per anni ha lavorato per arrivare a questa soluzione, in particolare la precedente amministrazione Cadura, senza dimenticare l’importante ruolo di stimolo a livello popolare e istituzionale del Movimento Ambiente & Vita che ha organizzato raccolte firme, manifestazioni, tavoli di discussione ed informazione in merito, per mantenere viva l’attenzione sul problema». Il consigliere Brusco chiude con un impegno: «Dalla mia posizione istituzionale svolgerò, nelle mie possibilità e competenze, un ruolo di controllo e di stimolo. Facciamo in modo che la vicenda di questa bomba ecologica in piena Valpolicella, insegni quanto è importante il coinvolgimento di cittadini e comitati per tutelare la salute pubblica e rimediare ad altri scempi ambientali». •

Lino Cattabianchi