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26.03.2019

Anche l’asta dei vini fa il salto di qualità

L’asta di beneficenza a favore del progetto casa-famiglia della parrocchia di Negrar
L’asta di beneficenza a favore del progetto casa-famiglia della parrocchia di Negrar

Pubblico in crescita sia in quantità che in qualità e obiettivo solidarietà centrato, a villa Mosconi Bertani di Novare. Oltre 1.200 visitatori in due giorni, tra cui numerosi sommelier arrivati da varie città del Nord Italia, 150 ospiti accreditati, 6mila euro raccolti a favore del progetto casa-famiglia della parrocchia di Negrar. È il primo bilancio della quarta «Vetrina dell’Amarone», promossa sabato e domenica dall’assessorato a manifestazioni e cultura di Negrar di Valpolicella nell’ambito del Palio del Recioto e dell’Amarone. Soddisfatta l’assessore comunale Camilla Coeli, felice il parroco di Negrar don Luca Masin, che sabato ha assistito insieme al curato don Luca Zamboni all’asta di solidarietà che darà ossigeno al progetto di accoglienza deciso insieme alla comunità. Soddisfatti, nonostante la fatica della due giorni, i tre sommelier Enrico Fiorini, Gianluca Boninsegna e Marco Scandogliero, alla guida della società Mediawine che quest’anno per la prima volta si è occupata della Vetrina per conto del Comune. Solo un riscaldamento per il trio, comunque, in vista del Palio del Recioto e dell’Amarone in programma a Negrar centro nei giorni pasquali. «L’idea è affidare loro le degustazioni guidate che, da qualche anno a questa parte, accompagnano la festa in piazza» anticipa l’assessore Coeli. «La loro conduzione dell’asta benefica è stata un successo, come le seguite masterclass dedicate alle cinque aree della zona Classica». Sabato pomeriggio la Vetrina dell’Amarone si è aperta con l’intronizzazione dei quattro professionisti del mondo manageriale, agricolo e bancario Ezio Vai, Giorgio Vicentini, Simone Lavarini e Vinicio Mantovan a cavalieri del Sovrano e nobilissimo ordine dell’Amarone e del Recioto (Snodar). Poi le sale della villa di Novare sono state prese d’assalto dopo l’apertura delle 18: tempo un’ora e brulicavano di persone con i calici in mano e i palati pronti a degustare fino alle 22 l’Amarone delle 32 aziende vinicole partecipanti, tra cui una decina alla loro prima volta. Numerose le persone arrivate in coppia, in famiglia o con gli amici da Lombardia, Friuli e Liguria, sia sabato sia domenica, quando la Vetrina è rimasta aperta dalle 11 alle 20. Pochi sono capitati qui per caso o per passare qualche ora in modo alternativo. Molti, invece, fanno sapere gli organizzatori, sono arrivati per migliorare competenze professionali specifiche, affinare la loro conoscenza dei vini valpolicellesi, valutare il prodotto di una zona conosciuta di fama proprio lì dove viene coltivata e messa a riposo l’uva. «Le cantine hanno confermato il salto di qualità nel pubblico e l’elevato grado d’interesse», continua Coeli. L’incasso dell’asta benefica di quest’anno, che supera di 1.000 euro quello del 2018 destinato a un comune terremotato del Centro Italia, è il frutto della vendita di un centinaio di bottiglie di vino - donate da produttori e cittadini - divise in 33 lotti battuti all’asta con brio da Fiorini, Boninsegna e Scandogliero. La vendita al miglior offerente, con ribassi del 40 per cento concordata con i donatori per invogliare il pubblico a partecipare e dare una mano alla parrocchia di Negrar, è andata in crescendo grazie ai «pezzi forti» tenuti per l’ultima parte. Molte bottiglie erano state confezionate ad hoc, con gli autografi ad esempio del patron della Masi Sandro Boscaini e dell’enologo di Cantina Valpolicella Negrar, Daniele Accordini. Sono state aggiudicate per 300 euro, come da prezzo base, tre bottiglie di rossi della cantina sociale negrarese delle annate 1969, ’90 e ’92. «Il vino è anche storia e memoria, come testimoniano queste bottiglie», hanno spiegato i sommelier. Alla stessa cifra di 300 euro, ma su prezzo base di 100, è stata aggiudicata dopo una serie di rilanci una sola bottiglia da 0,75 litri di Recioto 1997 a firma di Giuseppe Quintarelli. Tra gli acquirenti all’asta c’erano gli amministratori comunali, con in testa il sindaco Roberto Grison, e una cordata di medici dell’ospedale di Negrar. «La finalità solidale con la nostra parrocchia ci ha spinti a partecipare in prima persona, ma ringraziamo tutti coloro che hanno aderito», conclude Grison. Il parroco di Negrar, don Luca Masin, ha seguito tutto dalla prima fila. «È la prima asta a cui partecipo, emozionante», commenta. Ancor più se il ricavato, 6mila euro, aiuterà a finanziare la ristrutturazione della canonica per ospitare persone in difficoltà, giovani con fragilità o disabili in un intero piano destinato a casa-famiglia. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Camilla Madinelli
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