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15.05.2019

Adolescenti, il rugby combatte gli «sballi»

Il Santamargherita Valpolicella rugby in campo
Il Santamargherita Valpolicella rugby in campo

Da un lato la pratica sportiva per imparare a fare squadra, essere leali, conoscere meglio se stessi e i propri limiti. Dall’altro la ricerca dello sballo con droghe o adottando comportanti a rischio. È incentrata sul fair play, contro sostanze stupefacenti e doping, sulla difesa di elementi sani per la crescita, la Giornata Nazionale degli Adolescenti che si terrà venerdì 16 a San Pietro in Cariano, sul campo del Rugby Club Valpolicella. Dalle 9 alle 12.30 sono previste iniziative tutte rivolte ai ragazzi. La giornata è promossa dal movimento nazionale «AdolescenDay», con gli Istituti comprensivi del territorio e i giocatori della prima squadra di serie A del Rugby Club Valpolicella del presidente Sergio Ruzzenente. La regia è della referente del progetto nazionale per il territorio veronese Giuliana Guadagnini, psicologa in prima linea nelle problematiche adolescenziali. «In pratica», dicono gli organizzatori, «in un periodo in cui si stanno perdendo i punti di riferimento e l’evasione è all’ordine del giorno, l’AdolescenDay vuole indicare come lo sport possa essere uno sballo positivo: aiuta a giocare e a credere negli stessi obiettivi, insegna a vincere e accettare le sconfitte, rende fondamentale l’idea d’essere parte di un gruppo che accetta le regole sia dello sport che della convivenza sociale». «Da questo punto di vista», sostengono dalla società sportiva, «il rugby è perfetto perché è una disciplina che insegna il rispetto per l’avversario, tempra il fisico e la mente, trasforma la rabbia in forza e la fatica in motivazione». Il 16 maggio si alterneranno dialogo e attività sul campo da gioco. Saranno i ragazzi a farsi portavoce di richieste, paure, sogni e desideri loro e dei loro coetanei. «Di momenti come questi c’è un estremo bisogno, in Valpolicella come dovunque», sottolinea la psicologa Guadagnini che invita le scuole a partecipare con classi, alunni, insegnanti e anche genitori. «Gli adulti dovranno ascoltare i giovani, nella loro giornata, osservarli e capirli», prosegue Guadagnini. Sono previsti anche laboratori di musica, incontri sulle dinamiche di gruppo; caccia al tesoro e attività di team building; si parlerà di storia del rugby, tecnica del rugby e gioco sul campo. Giochi di squadra e mini partita. •

C.M.
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