Acque potabili, nuovi prelievi ma tutti lontani da Ca’ Filissine

La discarica di Ca’ Filissine: Acque Veronesi presenta un piano di prelievi dell’acqua lontani dal sito
La discarica di Ca’ Filissine: Acque Veronesi presenta un piano di prelievi dell’acqua lontani dal sito
La discarica di Ca’ Filissine: Acque Veronesi presenta un piano di prelievi dell’acqua lontani dal sito
La discarica di Ca’ Filissine: Acque Veronesi presenta un piano di prelievi dell’acqua lontani dal sito

I tre pozzi comunali a sud della discarica di Pescantina andranno progressivamente chiusi. Si investirà ancora di più su quello di Santa Lucia - a cui ne sarà affiancato un altro - e sarà allargata la rete nelle aree lontane da Ca’ Filissine. Ad annunciarlo sono stati i vertici di Acque Veronesi nell’incontro pubblico al teatro comunale Guido Bianchi per presentare il Psa, Piano di sicurezza dell’acqua dell’acquedotto di Pescantina, il primo realizzato in provincia, dopo il Comune di Verona. Acqua sicura La società pubblica che gestisce il servizio idrico integrato, nel corso della serata ha ribadito inoltre come l’acqua di Pescantina sia «sicura e monitorata costantemente», garantendo sulla sua qualità. Tra il 2019 e il 2020 la presenza nella rete pubblica di sostanze perfluoro-alchiliche, sebbene fosse al di sotto dello zero tecnico, aveva destato perplessità e preoccupazione, in particolare nel Mav, Movimento ambiente e vita, da sempre sentinella attiva sulla delicatissima situazione legata alla discarica di Ca’ Filissine, sito su cui tra l’altro è partito l’iter di messa in sicurezza. Situazione pozzi Alla serata, alla quale sono intervenuti tra gli altri il sindaco Davide Quarella, referenti dell’Ulss e del Consiglio di Bacino dell’Ato Veronese, i vertici di Acque Veronesi - rappresentati dal presidente Roberto Mantovanelli, dal direttore Silvio Peroni e da Massimo Carmagnani, responsabile Ricerca e Sviluppo e qualità delle acque - hanno fatto il punto della situazione di Pescantina aggiornando sui progetti presenti e futuri studiati per garantire nel tempo la sicurezza della rete idrica comunale. Nello specifico è stato precisato come il pozzo di Balconi - il più vicino alla discarica e quello in cui negli anni passati erano stata accertata la presenza di Pfas - continui a rimanere chiuso. Nel pozzo di Cason, in cui erano state rilevate tracce delle sostanze inquinanti, si è lavorato per inserire un filtro a carbone attivo per limitare l’azione dei Pfas. Alcune tracce erano state rilevate in passato anche al pozzo Pavoncelli, più a sud, nel centro abitato di Pescantina, che assieme a Cason sono sempre meno utilizzati. L’obiettivo a breve-medio termine, infatti, è stato sottolineato all’incontro, è chiudere definitivamente i due pozzi, oltre a quello di Balconi. Il piano, invece, prevede il potenziamento di quello di Santa Lucia, che attualmente serve l’80 per cento dell’utenza del territorio comunale. «L’anno prossimo inizieremo a costruire un secondo pozzo a Santa Lucia che sarà operativo entro il 2024», ha annunciato Carmagnani. Nell’area di Santa Lucia verrà inoltre creata una seconda opera di presa per garantire l’approvvigionamento di acqua dall’area che offre più certezze. Seppur marginale ma comunque importante, rimarrà invece operativa l’interconnessione a sud con l’acquedotto di Bussolengo, avviata nel 2020. Nuova presa Acque Veronesi, inoltre, ha individuato una zona in cui creare un altro pozzo a nord della discarica, sul territorio di San Pietro in Cariano. Parallelamente, sta valutando una possibile connessione con la rete idrica di Verona, per servire soprattutto l’area di Settimo. I dirigenti di Acque Veronesi hanno inoltre sottolineato l’importanza della condivisione dei dati sulla qualità delle acque, con gli altri enti preposti, a partire da Arpav, che consente di anticipare eventuali criticità, come quando era stato segnalato un incremento di Pfas in falda nel 2021. Infine è previsto un aumento della presenza di cloro per combattere potenziali rischi di abbassamento della qualità delle acque.•.

Emanuele Zanini