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18.03.2019

È la gioielleria del Paleolitico

L’ingresso della Grotta di Fumane
L’ingresso della Grotta di Fumane

«Una gioielleria paleolitica», così la definisce il professore dell'Università di Ferrara, Marco Peresani che segue e organizza le campagne di scavo nella Grotta di Fumane da circa trent'anni. «Finalmente, dopo anni di ricerche, abbiamo la possibilità di conoscere quali erano gli ornamenti su conchiglie preferiti dai primi sapiens a Fumane e come li utilizzavano. Un patrimonio straordinario che farà parlare di sé tra approfondimenti scientifici ed esposizioni internazionali». Occasione della dichiarazione di Peresani è la recente pubblicazione di un articolo interamente dedicato alle conchiglie ornamentali rinvenute nel corso delle ultime trenta campagne di scavo nella Grotta di Fumane presentato nella rivista PaleoAnthropology, pubblicata dall'American PaleoAnthropology Society, lavoro esaustivo sulla tassonomia della collezione, con dettagli sulle tecniche di perforazione delle conchiglie e sul loro stato di conservazione. Si tratta di uno studio condotto principalmente dalla sua collaboratrice Manuela Forte nel corso della tesi di laurea magistrale e di successivi affinamenti sostenuti con i contributi conferiti alla ricerca scientifica su Fumane. L'articolo è titolato «Marine and Freshwater Shell Exploitation in the Early Upper Paleolithic: Re-Examination of the Assemblages from Fumane Cave (NE Italy)» scaricabile anche online, dedicato agli atti di un convegno tenuto in Israele e al quale è stata invitata l'equipe italiana che segue il sito archeologico fumanese. Le centinaia di conchiglie marine forate per far passare il filo che consentiva di applicarle sui vestiti per abbellimento, trovate nella Grotta di Fumane, avevano fatto molto parlare e scrivere nell'ultimo ventennio. Soprattutto ci si chiedeva da dove venissero, visto che la conformazione della nostra penisola era molto diversa da quella odierna. Si usava come scambio con gruppi che prendevano la selce di cui la Valpolicella era molto ricca. I gusci di Fumane consentono confronti a scala sovraregionale e confermano le similitudini tra i diversi siti in termini di composizione tassonomica. Inoltre questa produzione offre uno scorcio sulle strategie di comunicazione umana passate e sullo scambio culturale durante il Paleolitico superiore in Europa. I dati di Fumane suggeriscono che i primi umani anatomicamente moderni, i Sapiens, comunicavano attraverso elementi estetici in oggetti di scena. Tra questi elementi, le conchiglie di H. san-guineum hanno probabilmente svolto un ruolo fondamentale nell'esprimere un sistema di comunicazione condiviso su una vasta area geografica e possono aver rappresentato una coscienza di gruppo o anche identità etniche di lunga data tra il bacino del Rodano e il Mediterraneo orientale durante i primi anni del Paleolitico superiore. •

Giancarla Gallo
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